december

questo album è vecchissimo, è un genere musicale sicuramente datato; è del 1982, in quegli anni si usavano i pianisti compositori, che riproponevano brani classici in chiave moderna pezzi classici, accanto a brani nuovi.

per questo album tuttavia, nonostante i suoi 34 anni, il tempo sembra passare più lentamente.

A me piace sempre tanto e, quando le temperature si abbassano, quando Natale si avvicina, finisce sempre per saltare fuori dal mio Ipod.un brano (carol of the bells)  è anche nella mia playlist di Natale.

lo inizio ad ascoltare da fine novembre, se le temperature lo permettono, e vado avanti fino a metà febbraio. è la mia musica dell’inverno quando le canzoni di natale sono ormai superate.

io amo forse più il caldo, tuttavia a un certo punto dell’anno, forse per il mio DNA nordico, ho veramente bisogno dell’inverno, del freddo, del cielo bruciato, del vento fra i rami spogli; ho bisogno delle giornate corte, di rientrare in una casa calda, del profumo della cannella e delle zuppe.

ho bisogno delle sciarpe, dei cappelli e delle giacche pesanti, del fiato che si condensa quando respiro, di fare un bel respiro per sentire l’aria gelida che entra nei polmoni.

avrei bisogno anche della neve, ma mi devo accontentare (e ricordare che a Roma la neve è una calamità naturale, quindi meglio lascairla dove si trova).

eppure non scio, la montagna mi mette angoscia anche l’estate, ma ho bisogno del freddo, come se mi servisse davvero per andare in letargo in qualche modo e risvegliarmi a primavera.

così eccomi qua, ad ascoltare questo album alternandolo alle musiche natalizie, con un po’ di malinconia e con tanti ricordi lontani. una casa con le mura spesse, le candele alla cannella, una (audio)cassetta dipinta a mano sulla quale la neve era fatta con lo smalto per le unghie, il canone di Johann Pachelbel, un vestito bianco come la neve.

Natale si avvicina, l’inverno anche.

un felice December a tutti voi

 

image