finchè qualcosa non vi separi

il divorzio breve è legge.

sei mesi dalla separazione nel caso di accordo fra i coniugi, un anno se la separazione è giudiziale.

mi sembra giusto.

trascinare per le lunghe le liti non è mai cosa buona. ditelo a me poi che detesto ogni forma di discussione al punto da togliermi il sonno.

inutile poi far passare così tanto tempo, tanto mica ci saranno ripensamenti.

quando ci si lascia non si torna mai indietro. quindi perchè lascaire le cose appese per anni e anni, dando spazio a liti, discussioni, ripicche e dispetti che, dite quello che volete, fanno male solo alla parte più debole. che sono i figli se ci sono, o comunque il coniuge più povero, quello che magari la situazione l’ha subita.

insomma, va bene così. evviva.

però oggi, mentre i miei amati (!) benpensanti esultavano alla notizia, io riflettevo e mi domandavo se, in questo e in altri casi, quella che sembra una vittoria (e – ripeto – per molti aspetti lo è…fidatevi, so di che cosa parlo 😉 ), non sia in realtà una sconfitta.

una vittoria dei singoli che è in realtà una sconfitta per la collettività.

poi ho trovato questo bell’articolo.

credo davvero che oggi sia tutto così effimero, ogni rapporto umano.

siamo pronti a #jesuiqualunquecosa, basta che sia lontana, ma sono sentimenti passeggeri, indignazioni che durano non più di tre giorni. poi passiamo ad altro.

e la stessa cosa nei rapporti umani. abbiamo mille amici virtuali, dai cui “mi piace” o stelline o cuoricini o commenti o consensi, dipendiamo quasi patologicamente, ma abbiamo sempre meno amici veri. abbiamo rafforzato i legami deboli e allentato quelli forti.

non si va d’accordo tra fratelli, si trovano pensanti i genitori anziani, gli amici servono per il divertimento e l’amore è vero finchè dura.

per tacere del matrimonio. ci stiamo giustamente battendo per il matrimonio fra persone dello stesso sesso, ma forse dovremmo prendere atto della realtà ed eliminarlo per tutti. facciamo prima.

quello che fa paura oggi sono i soldi, si sta facendo largo nella solita morale benpensante il nuovo nemico pubblico n.1: la ex moglie, la sanguisuga. fateci caso. forse perchè l’opinione pubblica è fatta di ex mariti che vorrebbero liquidare la vecchia famiglia con tanti saluti e nuove compagne cui l’impegno economico per ex mogli e figli è fastidioso e drena importanti risorse che potrebbero essere meglioutilizzate per se stesse.

i soldi fanno così tanta paura che, appena approvata la legge, si parla di regolare i contratti pre matrimoniali.

ecco! W il romanticismo.

amore, ecco l’anello con la clausola di restituzione se divorziamo. firma qui per favore. vuoi sposarmi?”. e che cosa si deve fare durante il matrimonio? conservare le ricevute e gli scontrini e farli autenticare dal notaio?

non dico che prima fosse meglio, sopratutto per le donne, spesso prigioniere in gabbie di sofferenza indicibili, ma invece di progredire mi pare che si regredisca.

per citare l’articolo che vi ho riportato prima, “è questione di discernere fra il matrimonio-martirio, che nessuno vuole, e il matrimonio banalizzato, il matrimonio che si sta insieme finché si prova quello che si prova nei romanzi di Moccia, in un’eterna adolescenza.”

credo sia proprio questo il problema. l’amore (ma vale per ogni cosa) è eterno finchè dura. e poi? e poi avanti un altro. c’è la propria vita da vivere, ci sono altri amori eterni che ci aspettano.

qualcuno questo lo chiama progresso, qualcuno dice che questa società nuova, fatta di individualismo spinto e sogni precotti da inseguire, sia migliore.

io non lo so. so solo che a me non piace.

che a me le cose è sempre piaciuto guadagnarle, forse perchè sono stata cresciuta così, che se volevo un giocattolo dovevo aiutare mia mamma in cucina per un adeguato numero di giorni per averlo. e alla fine quello che avevo ottenuto era due volte mio e lo trattavo come qualche cosa di prezioso.

che cosa ne è dell’impegno, della conquista giornaliera, del guardare una cosa, una persona, un rapporto e dire con compiacimento “è mio. l’ho costruito, l’ho difeso, l’ho protetto. l’ho guadagnato”.

magari è bello avere cose nuove ogni giorno, non dico di no, ma così non si finisce per ubriacarsi?

siamo la società degli sprechi e dei rifiuti e sprechiamo e buttiamo via anche i sentimenti. siamo la società delle scorciatoie.

cerchiamo sempre di rubare tempo al tempo che passa, ma poi lo riempiamo di nulla.

 

“vi dichiaro marito e moglie. potete baciare gli avvocati”