napul’è

Je so’ pazzo je so’ pazzo
E vogl’essere chi vogl’io
Ascite fora d’a casa mia
Je so’ pazzo je so’ pazzo

 

Non mi piace unirmi al coro del cordoglio quandomuoreunofamoso
Mi viene sempre in mente questa tavola di zerocalcare e mi sembra davvero di essere una di quelli che corrono a esprimere con le parole più ispirate e altisonanti il loro cordoglio per qualcuno che nemmeno conoscevano e che fino a poche prima bellamente ignoravano solo per ostentare una profondità d’animo precotta e predigerita.

Però, bando al cinismo, è anche vero che alcuni personaggi famosi fanno parte di noi, della nostra vita, dei nostri ricordi.

Soprattutto quando si parla di musica.

Così eccomi qua a ricordare oggi pino daniele, morto di infarto sulla soglia dei 60 anni, dopo una disperata e sfortunata corsa verso l’ospedale (pare che abbia persino bucato una gomma….). Perché quando la tua ora arriva, arriva ed è inutile cercare di evitarla.

Non è che conoscessi così profondamente la musica di pino daniele. Forse sono troppo giovane persino io per averlo avuto come colonna sonora in gioventù. E forse ero anche troppo del nord per conoscerlo a dovere.

L’ho scoperto in età abbastanza avanzata, verso i 25 anni, durante il mio periodo napoletano.
Sono stata a napoli per quattro anni e ho sempre avuto uno strano rapporto con questa città.
Lo dico con molta oggettività, ero e sono rimasta sempre diffidente e ci sono arrivata piena di pregiudizi. Un po’ ho scoperto erano veri, altri esagerazioni, con altri ho imparato a convivere e altri ancora sono diventati un mio modo di essere.

comunque ero a napoli ed ero felice. Forse ero solo giovane e forse avevo meno pensieri. Chi lo sa.
Ma oggi conservo della città, con tutti i suoi difetti, un bellissimo e nostalgico ricordo.
Complice forse l’averla vissuta nel suo cuore, a piazza dante, complice la mia capacità di adattarmi un po’ a tutto, complice il fatto che, al di là di ciò che si sente, a me non è mai successo nulla, anche quando – per ingenuità – mi sono andata a infilare in situazioni potenzialmente pericolose.

Potrei ricordare di quando, trolley al seguito, mi ritrovai a camminare (completamente persa) per forcella con i miei capelli biondi e gli occhi chiari (conoscendomi anche con un cappello….) e l’aria della turista persa (immaginate una specie di pippi calzelunghe bionda con l’aria svagata che si aggira per i vicoli e a un bivio sceglie una strada, leggendo con la coda dell’occhio “forcella” quando ormai è troppo tardi per tornare indietro. ecco, quella ero io 😀 ).
Potrei raccontare del vinaio che diceva che per sposarmi ero ancora troppo magra (qualunque cosa volesse dire)
Potrei raccontare del tassista che mi chiese che strada doveva fare per portarmi a casa e – avute le corrette indicazioni – mi applicò….la tariffa per residenti 😉
O di quell’altro che mi voleva far guidare il suo taxi per fare il gradasso e che alla fine si spaventò lui perché la gradassa la feci io.

Ho splendidi ricordi di quegli anni e forse per questa stamattina, alla notizia della morte di pino daniele, mi è tornata in mente napoli.

Anche se so che era una città con la quale lui non aveva – dicono – un buon rapporto.
Mi è tornata in mente “napul’è”, che non è la mia canzone preferita, sicuramente piena di stereotipi, ma che era la prima dei tre CD della sua platinum collection che mi ero comprata per entrare nel mood (e probabilmente perché costava poco 😉 ).
Quella era la mia canzone del mattino, la canzone del risveglio.
Accendevo lo stereo e partiva lei. La prima che ascoltavo con attenzione prima di farmi trascinare nel vortice della giornata.

caso? pigrizia di non cambiare cd nello stereo? mi piaceva davvero così tanto? un po’ tutte queste cose, fatto sta che quella musica per me era napoli e mi riusciva difficile apprezzarla fuori.

Mi è tornata in mente la sua musica mentre mi chiedevo che cosa avrei potuto ascoltare dopo un mese di playlist di natale.
E la risposta è arrivata da sola.

Sto pensando adesso, riprendendo quei tre CD, a quale sia la mia canzone preferita per fare come tutti e celebrarlo sui social.
E – credetemi – vorrei mettervene una strappalacrime, con la quale esprimere il mio strazio per questa grande perdita e dimostrare così al mondo che persona profonda e sensibile sono.
Perché è scattato il protocollo in caso di morte di celebrità e ci si deve adeguare.
Ma non ce la faccio….
Ci ho il popolo che mi aspetta
E scusate vado di fretta

 

Ecco, in fondo resto sempre io in ogni occasione…..e nemmeno napoli è riuscita a cambiarmi

comunque buon viaggio Pino.

quanta strada da fare

e correremo tutto il giorno

in questo viaggio

senza più ritorno

😉

 

 ( e se volete ascoltare su deezer la mia playlist a tema, con le mie canzoni preferite, la trovate qua)

 

 

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