che meraviglia!

La Meraviglia!

questo è l’argomento del corso di scrittura che sto seguendo.

Si, perchè sto seguendo un corso di scrittura.

L’ho scoperto per caso, mi sono iscritta l’ultimo giorno, mi hanno risposto che non c’era più posto, ho risposto “pazienza” e poi mi hanno richiamata.

E’ ancora interessata? si è liberato un posto. iniziamo martedì

sono arrivata dall’ufficio, cercando (per quel giorno) di non mettermi il tailleur più formale. Già sarò la più vecchia, figuriamoci se arrivo in tailleur…

Avevo un quaderno nuovo e mi sentivo sciocca perchè gli appunti li potevo prendere tranquillamente con l’iphone. Ma appena mi sono seduta carta e penna stilografica non mi sono sembrate affatto una cattiva idea.

Avevo un po’ paura di restare delusa, perchè questi corsi spesso sono deludenti: docenti frustrati per non aver avuto dal mondo i riconoscimenti che si aspettavano che si rivolgono a studenti frustrati perchè il mondo ancora non conosce il loro genio.

risultato: frustrazioni che si incontrano e negatività elevata a potenza che non porteranno mai a nulla di buono.

mi era capitato di vederlo in molti corsi di fotografia per esempio (quando chiesi a due amici fotografi dove fare un corso tecnico di fotografia che non fosse come quelli che ho descritto sopra, ho ottenuto le seguenti due risposte:

  1. se vuoi una domenica ci facciamo una passeggiata insieme (amico n. 1)
  2. comprati questo libro che va più che bene (amico n. 2)

ecco, io avevo paura che il mio corso di scrittura fosse così)

e invece alla prima mezz’ora ero già felice come non mi succedeva da tempo.

Perchè ho fatto questo corso?

perchè ho bisogno di fare la pace con me stessa e con le mie passioni.

perchè so scrivere (lo dico senza falsa modestia, che è cosa fastidiosa quanto la presunzione, della quale non è che una versione stupida), ma perchè non ho fantasia.

raccontatemi che cosa avete fatto oggi e io posso trasformarlo in letteratura.

che cosa volete? una tragedia? una commedia? un romanzo epistolare? datemi i fatti e li scriverò per voi come desiderate.

ma non chiedetemi di inventare una storia. Posso creare dei personaggi, ma poi non so che cosa fargli fare.

nessun personaggio ha mai scelto me come suo autore, quindi alla fine non mi ha mai raccontato la sua storia.

per questo motivo un corso che parla di meraviglia, di come suscitare attenzione e interesse nel lettore, ma sopratutto che mi costringa a sedermi alla scrivania e scrivere “su commissione” mi può aiutare.

a tirare fuori la mia fantasia.

o anche a scoprire che non ne ho e che il mio mestiere resta quello della cronista.

non sogno di diventare una scrittrice famosa, di mollare il mio grigio lavoro impiegatizio per una rutilante carriera fatta di interviste in tv (per la cronaca, al “giro di presentazioni” iniziale, quando ho detto che lavoro facevo c’è stato un coretto di “che bello!!!” sul quale ci sarebbe da scrivere un post…).

io voglio solo migliorare e studiare quello che già so fare.

eh si, perchè – pensavo – io SONO una scrittrice. E lo sono non perchè mi guadagno da vivere con le lettere.

Io lo sono perchè scrivo, perchè amo la parola, perchè mi piace il suono, mi piace la grammatica, perchè se una cosa è scritta male mi urta e non riesco  a leggerla, come mangiassi un cibo bruciato o una patata cruda. una cosa scritta male mi fa male. e anche un po’ schifo.

e quando rileggo qualcosa di mio scritto malamente (anche una mail scritta in fretta e confusa) mi prenderei a calci. Mi fa male fisico scrivere male e leggere peggio.

per questo sono una scrittrice, mi sento una scrittrice.

per questo sono contenta del mio nuovo appuntamento periodico.

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due note a pie’ di pagina:

  1. sono uscita dalla prima lezione con tre altri libri che voglio assolutamente leggere (uno l’ho già preso e quasi finito). che il mio corso di scrittura si trasformi in un corso di lettura?
  2. devo fare i compiti per la prossima lezione e scrivere un breve testo. una cartella. 1800 battute. ho scritto questo post nel tempo minimo che serve a battere i caratteri sulla tastiera. per un testo che mescoli realtà e finzione sono nel panico…