Ultimo chilometro

 

Quelli che la vincono  (e che non sono come noi)

Quelli che arrivano in due ore

Quelli che arrivano nelle tre ore
Tutti gli altri
Quelli in maschera
Quello che accompagna il non vedente
Quello che all’ultimo chilometro prende in braccio il figlio piccolo e arriva al traguardo con lui
Quelli che corrono mano nella mano
Quello che accompagna un altro
Quello che ha un crampo e si ferma perché non si rende conto
Quello che ha un crampo e cammina
Quello che ha la coperta termica addosso perché forse voleva fermarsi ma ha cambiato idea
Quelli che conosco
Quelli che non conosco, ma per i quali mi emoziono lo stesso
Quelli che parlando fra di loro dopo 41 km
La culona. Che c’è sempre e va come un treno (e ne avrai sempre una davanti)
Il vecchio. Che anche quello c’è sempre e non lo ferma nessuno
Quelli che si rivolgono al pubblico
Quelli che cercano uno sguardo fra la folla
Quello che si ferma a baciare la fidanzata dietro le transenne
I pacemaker
Quelli che ne hanno fatte tante
Quelli che è la prima
Quelli che sono venuti da soli e vanno a casa in calzoncini, coperta termica e medaglia
Il pubblico che urla
Le mogli
I mariti
I figli piccoli “ma quando passa mamma?”
I figli grandi
I curiosi
I compagni di squadra
Gli amici
I turisti
Quelli che ne sanno
Quelli che non ne sanno e parlano
La protezione civile
Il servizio d’ordine

Io, che, da spettatore, appena arrivo in prossimità del traguardo piango a vedere arrivare gli altri e che finisco a singhiozzare senza motivo per l’emozione di vederli passare

Il popolo della corsa.
Il popolo della maratona.
Perché correre è davvero una delle cose più belle del mondo
Perché anche se sei una lumaca come me, sai benissimo che cosa significa allenarsi per una prova così impegnativa e importante.
Sai benissimo il sacrificio che ci vuole
E anche nella mia lentezza sono fiera di farne parte