Giochiamo?

Mi sono trovata a passare una domenica interessante e diversa.

Sono stata a trovare alcuni cari amici che hanno tre splendide figlie, ragazze dai 14 ai 6 anni.

Dopo pranzo le due più giovani mi hanno portato a fare un tour nelle loro camere e mentre E., la più grande, mi faceva vedere i trucchi che ha (con i quali può giocare ma non usare fuori casa. mi sono sentita rassicurata! esistono ancora le bambine normali), con la più piccola abbiamo esplorato il mondo dei suoi giocattoli.

C. e le sue sorelle hanno tantissime piccole bambole con piccoli accessori per le quali sarei impazzita alla loro età (se devo dire la verità mi piacciono anche ora e non mi dispiacerebbe affatto averne una)

Non ho mai amato le bambole grandi (preferivo i peluche e tutto quello che aveva la forma di un animale; al massimo le barbie, alle quali mia mamma realizzava splendidi vestiti) ma quelle piccoline, che potevano stare in una mano o in tasca, erano le mie preferite.

ma se avessi avuto quelle di adesso, con dei musetti simpatici e casette e accessori, sarei stata la bambina più felice della terra. Diciamo che l’industria dei giochi ha realizzato i miei desideri a 35 anni di distanza.

questi anni passati mi hanno un po’ arrugginita perché quando C. mi ha portato questi esserini deliziosi con tutti i loro accessori e animaletti ancora più deliziosi e ancora più piccoli e mi chiesto “giochiamo?” sono rimasta un po’ spiazzata. e ora che faccio?

Già. Come si fa a giocare?

Eppure ero bravissima da piccola!

Inventavo storie, situazioni, creavo mondi, cambiavo voci.

Pranzavo in fretta perché dovevo tornare a giocare per continuare le avventure dei miei personaggi che erano sempre lunghe e complesse. e la sera non trovavo la strada per andare a dormire (come diceva mia mamma) perchè dovevo finire qualche storia, mentre ne cominciavo altre parallele.

per tacere dei lego, con i quali con mio fratello abbiamo inventato trame che farebbero impallidire grisham! e di byunny e teddy, i nostri pupazzi le cui vite inanimate sono state molto più intense e interessanti di quelle di molta gente in carne e ossa (a cominciare dalla mia…)

E invece mi sono ritrovata presa alla sprovvista. Come si fa a giocare?

Certo, oggi faccio e so fare molte altre cose, ho di sicuro altri pensieri e responsabilità e tempo per giocare ahimè poco. Ma è possibile che mi sia dimenticata come si gioca? non è  come andare in bicicletta, che non si dimentica mai come si fa?

E saprei giocare come gioca una bambina o finirei per fare come facevano i grandi con me, che alla fine “giocavano” a riordinare i miei pupazzi abbozzavano risposte evasive e vagamente ironiche (posso anche dire “stupide”) e non riuscivano a entrare in sintonia con il mio mondo? (diciamocelo, i grandi non sono capaci a fare cose da bambini e finiscono sempre per fare cose noiose da grandi, a sottovalutare e prendere sotto gamba il mondo immaginifico dei bambini, come se fosse stupido, semplice, da prendere in giro e giocano sempre con un’aria di superiorità, senza il gusto del gioco fine a se stesso)

comunque abbiamo cominciato a giocare. Il mio personaggio (una biondina che mi ero scelta per una vaga somiglianza a me e perchè era quella che aveva più animali a corredo) si è accaparrata gli altri animali e li ha messi tutti insieme perché aveva uno zoo e ospitava anche quelli degli altri pupazzi che erano dovuti partire.

Poi come spesso capita siamo state chiamate a fare merenda (io ho preso il caffè perché sono un’adulta) e ci siamo messe a vedere un film (“Cattivissimo me 2”, su mia richiesta, dopo aver negoziato fra quello, “cattivissimo me 1” e “una notte al museo”).

Ma la domanda continua a girarmi per la testa: per quanto tempo sarei stata capace di giocare prima di tornare a essere “grande”?

ravintola

 

 

per vostra informazione queste sono le mie nuove “amiche”

😉

Dot Starlight

(la mia preferita)

Dot Starlight è stata cucita con la tuta spaziale di un vero astronauta. Lei è una sognatrice che ama la scienza, ed è sempre con la testa tra le nuvole. Il suo migliore amico è un passerotto.
Data di Cucitura: 20 Luglio (1° Uomo sulla Luna)