Cile – conclusioni – le cose che ho imparato da questo viaggio

Quello che ho imparato da questo viaggio:

1. Che viaggiare da sola si può. È difficile, soprattutto per un’ansiosa come me, devi sempre stare sul chi vive, non puoi distrarti un attimo e se stai male è la fine, che se per qualche motivo resti senza soldi sei perduta (avevo fatto un’altra carta di credito proprio per questo viaggio)

2. Che si può cenare da sola al ristorante (che era uno dei miei tabù, ampiamente superato direi), basta avere qualcosa da leggere o da scrivere.

2bis. Se però ti siedi da sola a un bancone di bar devi mettere l’eliminacode.

3. Che alla fine (ma sono un’ansiosa) mi porto sempre troppi vestiti

4. Che gli anfibi della timberland, dopo tanti anni, restano Le Scarpe da viaggio e non ce n’è per nessuno.

5. Che per mangiare in un posto che mi interessa posso fare davvero chilometri.

6. Che le ballerine sono scomode, non raccontate storie.

7. Che le converse, viceversa, soprattutto con le loro solette, possono salvarti la vita e la vacanza

8. Che se sei giù di morale, basta una boccetta di smalto rosso e la vita ti fa un mezzo sorriso

9. Che la gente a volte ha voglia di parlare e non c’è modo di farla stare zitta. E se sei da sola si sente in dovere di intrattenerti.

10. Che è meglio un maglione in meno e qualche T-shirt in più.

11. Che non sono l’unica ad avere una albero di natale con appesi oggetti da tutto il mondo, a Manchester c’è Anita che fa la stessa cosa.

12. Che in Cile mettono l’articolo davanti al nome, quindi anche lì ero “la Giulia”

13. Che i calzoncini corti vanno messi in valigia SEMPRE

14. Che le straniere trovano bellissime le borse di alviero martini

15. Che ci sono moltissime donne che viaggiano da sole, ma proprio sole sole, come me. Gli uomini li vedi minimo a due a due e in quel caso sono gay

16. Che ho un accento spagnolo più che italiano, almeno per i cileni che quindi non mi individuavano come italiana.

17. Che dopo cinque giorni a sentire solo spagnolo sono arrivata a pensare in spagnolo. E non ho idea di come mi salterà fuori l’italiano appena avrò modo di parlarlo di nuovo.

18. Che mi dovevo portare le birkenstock

19. Che posso fare molte cose che credevo impossibili.

20. Che se uno che ti dice che ti ama e per dimostrartelo ti regala il volo per il Cile, dice di aver preso il biglietto anche per se’, ma poi aggiunge “se vuoi vengo io con te, a meno che tu non preferisca andare con qualche tua amica”, devi stare in campana, perché ti sta tirando una solenne fregatura.

 

Cile prologo

Cile prologo bis – arrivo a Santiago

 Cile capitolo 1 – Santiago

 Cile capitolo 2 – viaggio sentimental-culinario nella capitale

Cile capitolo 3 – natale a puerto natales

Cile capitolo 4 – le torri del Paine

Cile capitolo 5 – nel fiordo tra i ghiacciai 

Cile capitolo 6 – punta arenas

Cile capitolo 7 – San pedro de atacama

Cile capitolo 8 – il respiro dalla terra

Cile capitolo 9 – la valle della luna

Cile  interludio ozioso

Cile – capitolo 10 – valparaiso e vina el mar 

Cile capitolo 11 – adios chile!

 Cile epilogo – fuga A new york

 Cile conclusioni – che cosa ho imparato da questo viaggio