Cile – capitolo 9 – la valle della luna

 

Credo di poterlo dire con un certo grado di ufficialità.
Con oggi il Cile diventa uno dei viaggi più belli che io abbia mai fatto. Finora alla domanda “quali sono i posti più belli dove sei stata?” Rispondevo “Perù, Sudafrica, Santorini”, ma da oggi devo rispondere “Perù, Cile, Sudafrica e Santorini”
E vi prego di tenere in considerazione il mio stato d’animo, quello con cui sono partita, il peso che mi sono portata dietro per tutto il viaggio, che qui non ho raccontato perché non era in argomento.
Aggiungete i primi giorni di pianto senza sosta, il natale disperato, i pianti che hanno comunque preso posto vicino a me per tutti questi giorni.
Mettete anche questo in conto e forse vi renderete conto di quanto mi sia piaciuto questo posto.
Che oggi mi ha fatto un altro regalo.

Per la valle della luna si parte nel pomeriggio (quindi già cominciamo bene) perché da il meglio di se’ al tramonto e poi perché è veramente arida e assolata.
Ci si arriva in poco tempo da San Pedro (qualcuno ci va anche in bicicletta). Ho già studiato le fotografie e arrivo preparata.
Così credo io almeno.

La valle della luna è una grande distesa nel gran salar de atacama, un insieme di canyon, un intreccio di strade scavate dal tempo nella roccia salata (sa di sale. Si l’ho assaggiata se avere dubbi). Qui nel silenzio le rocce parlano, scricchiolano, schioccano, si dilatano. È un luogo vivo che sembra solo un deserto.
Ci si addentra nelle gole, ci si arrampica lungo le dune intatte, senza (fortunatamente) potercisi arrampicare e si ammirano a ogni angolo panorami mozzafiato, con il vento che soffia e disegna nuove forme sulle dune.
La luce cambia continuamente e regala sfumature sempre diverse. Il cielo vira in una gamma di azzurri dal pastello al blu acceso, il color crema della sabbia si scalda con il calare della luce, le rocce assumono tutti i colori del rosa.
È un posto magico, dove riesco a sentire il silenzio ancora una volta pur nel continuo vai e vieni di turisti. Ma basta rallentare il passo, o arrampicarsi un po’ più rapidamente per essere soli. E il vento porta lontano le voci.

È un posto dove il tramonto va guardato dando le spalle al sole, perché solo così se ne possono cogliere tutte le sfumature di colore della sabbia, del cielo, delle rocce e delle nuvole.
È un posto fermo nel tempo, dove però la vita scorre inattesa e dove tutto cambia continuamente pur nella sua immobilità.

 

 

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Cile prologo

Cile prologo bis – arrivo a Santiago

 Cile capitolo 1 – Santiago

 Cile capitolo 2 – viaggio sentimental-culinario nella capitale

Cile capitolo 3 – natale a puerto natales

Cile capitolo 4 – le torri del Paine

Cile capitolo 5 – nel fiordo tra i ghiacciai 

Cile capitolo 6 – punta arenas

Cile capitolo 7 – San pedro de atacama

Cile capitolo 8 – il respiro dalla terra

 Cile capitolo 9 – la valle della luna

Cile  interludio ozioso

Cile – capitolo 10 – valparaiso e vina el mar 

Cile capitolo 11 – adios chile!

 Cile epilogo – fuga A new york

 Cile conclusioni – che cosa ho imparato da questo viaggio