Una passeggiata a…Modena

Un fine settimana a Modena.
La scusa? Gli esami del terzo dan di kendo di A.
Per me vedere una città che non conosco e un po’ di quell’emilia sulla quale ho grosse, colpevoli, lacune.
E soprattutto un fine settimana senza impegni, senza cose da fare. Solo passeggiare e godermi la città.

Io confesso di essere estremamente provinciale nell’anima. Amo le città piccole. L’idea di vivere a Manhattan, tanto per fare l’esempio più macroscopico, mi terrorizza. Una città piccola dove tutto è a portata di mano mi tranquillizza.
Poi magari diventerei matta dopo un anno, non dico di no, ma preferisco i centri a dimensione più umana.

Modena poi è deliziosa, pulita, accogliente, i modenesi gentilissimi. Non avete idea della pulizia e della civiltà di questo posto.

Quando sono arrivata mi sono ricordata che qui vive l’amica F. (o meglio l’ho visto su instagram, perché non lo ricordavo)
Ci siamo sentite e, nonostante la sua bimba con la varicella, ha trovato il tempo per farmi fare un meraviglioso giro gastronomico della città.
Le ho detto che avrei voluto portare a casa qualcosa di buono da qua ed eccoci a girare per Modena armate (io soprattutto) di cattive intenzioni
:)
All’attivo registro prosciutto, tigelle, tortelli, cotechini e stinco, tortellini, tagliatelle, parmigiano stravecchio, aceto balsamico che non vedo l’ora di aprire e una cassa di lambrusco e altri vini locali (consigliati – cosi come l’aceto – da un amico di F. che ha un’enoteca favolosa, la bottega dei golosi)
Consumato sul posto perché non si può fare altrimenti: gnocco fritto.
Per me la cultura passa per prima cosa dalla tavola.

E, a questo proposito, cena deliziosa in un locale affascinante, la franceschetta. Dalla fantasia e dalla creatività di uno chef pluristellato, massimo bottura e dalle capacità di un’altra bravissima chef modenese, Marta pulini, è nato questo locale originale, elegante senza affettazione, dai prezzi assolutamente e incredibilmente contenuti e con una qualità e una ricercatezza nelle preparazioni che lascia davvero senza parole.

Per finire una passeggiata domenicale in centro, con aperitivo al caffè concerto in piazza grande, facendosi largo in un ingorgo di Ferrari di ogni epoca.

Insomma, lascio Modena con il desiderio di tornare e di conoscere meglio questa città e i suoi dintorni.
E con la sensazione di voler comunque recuperare in qualche modo una dimensione di vita diversa perché dopo tanti anni la grande città mi sta davvero succhiando ogni energia.

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