Vietnam – 1 capitolo – Hanoi Dec24

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Vietnam – 1 capitolo – Hanoi

Ed eccomi ad Hanoi, rieccomi di nuovo in oriente, dopo una notte in bianco, una levataccia, un viaggio di oltre dieci ore e una seconda notte praticamente in bianco, ma anche scomoda (ve l’ho detto che non mi piace viaggiare)

Lo scoglio più grande della giornata, oltre a combattere con il sonno, sembra fare il visto.

Abbiamo fatto richiesta dall’Italia, ma arrivati qui si fa una fila, ci chiedono se abbiamo una foto.

Panico, ovviamente NO. L’addetto, in divisa da soldato dell’armata rossa, ci fa cenno di passare all’altro all’altro sportello che ce la farà lui la foto.

Altra fila, non è che il processo sia semplicissimo. Alla fine estraggono i passaporti e salta fuori il tipo di prima che, su una sedia, con una compattina, ci scatta una bella foto per il visto. Sarò bellissima dopo 36 ore senza sonno

:)

Alla fine guadagnamo l’uscita, nel vero senso della parola.
Arriviamo quindi in città.
L’atmosfera è davvero quella dell’Oriente che ti aspetti. Hanoi mi ricorda per molti aspetti la Cina, rumorosa trafficata. Il numero dei motorini fa impressione anche a me, che vivo a Roma e che alle due ruote dovrei essere abituata.
Qui sono davvero tantissimi. Ai semafori è un muro di motorini che sfrecciano e si infilano da tutte le parti.
Attraversare la strada è un’impresa e nessuno si ferma, statene certi.

Arriviamo in albergo e facciamo la seconda colazione della giornata.
Dopo la frittata sull’aereo alle due di notte, uova strapazzate e bacon.
Oggi va così
In barba a tutte le regole del bravo viaggiatore decido che devo dormire. La privazione del sonno è uno strumento di tortura condannato a tutti i livelli.
Antonio prova a protestare senza troppa convinzione.
Così, dopo una doccia e una bella dormita di tre ore, siamo pronti a esplorare un po’ la città.

La giornata è grigia e fresca. Una passeggiata dopo undici ore di aereo ci vuole proprio.
Veniamo “catturati” da un gruppo di studenti universitari che ci invita al loro party di natale.
Come rifiutare?
Così ci troviamo seduti in un parco a tagliare frutta fresca, mentre un poliziotto sospettoso chiede se per caso non abbiamo alcol con noi (solo tè) per poi fuggire a inseguire un tale che si è arrampicato su un albero.

Giro di presentazioni dei presenti che scopro essere sia amici, sia altri studenti invitati estemporaneamente come noi.
Mangiamo mango verde con sale speziato, un frutto vietnamita con la polpa che sembra a pois, cracker di riso e banane fritte dolci.
Ci scambiamo indirizzi email, facebook e twitter e andiamo via.
Antonio riscuote un successone tra le ragazze, che si complimentano con me perché è veramente “handsome”:)

;

A questo punto è il caso di cenare e scegliamo una bettola meravigliosa, dove servono un unico piatto. Si chiama “cha ca” ed è un hot pot di bocconcini di pesce fritto, che si scalda in una padella sulla tavola, insieme a coriandolo, arachidi e finocchietto selvatico.
Una delizia!
Siamo gli unici occidentali nel locale e cerchiamo di imitare gli altri.
L’inizio gastronomico del nostro viaggio vietnamita non poteva essere migliore!

Il secondo giorno è dedicato all’esplorazione di Hanoi, insieme a tommy, la nostra guida. Visitiamo la residenza di ho chi min, un tempio dove la gente viene a celebrare…un po’ tutto e vediamo uno spettacolo di marionette acquatiche.
Altro pranzo in una bettola nella quale da soli non saremmo mai entrati, ma la zuppa di pollo è effettivamente favolosa…e poi un giro di un’ora in un risciò.
Facciamo infine conoscenza con il nostro tour operator, con Tra e il suo capo, della footprint travel. Persone molto carine e gentili. Ci fanno anche un regalo di natale.
Ah già, oggi è la vigilia di natale. Se non fosse per jingle bells in versione pop ovunque e improbabili babbi natale in scooter me ne potrei anche dimenticare.
L’atmosfera non è quella più natalizia che si possa immaginare e last christmas degli wham è la canzone che va per la maggiore..
Mi sento un po’ agée mentre penso che per me era la canzone delle feste delle medie e non una canzone di natale e quando penso che quando la cantava noi ragazze sognavamo ancora di fidanzarci con george michael…

Ci siamo spostati tanto sù e giù oggi e Muoversi per Hanoi conferma la mia prima opinione: questa città ha un traffico catastrofico. Ci sono pochissime macchine in giro, ma in compenso appena ci si immette in una qualunque strada si viene fagocitati da un blob di scooter che saltano fuori da tutte le parti.
I semafori sono una spesa inutile che l’amministrazione comunale potrebbe risparmiarsi benissimo destinando i fondi ad altro. Nessuno si ferma, ma nemmeno rallenta quando attraversi la strada e a vedere il traffico che, nonostante tutto, avanza, pare di guardare il carosello dei carabinieri con gli incroci delle quadriglie di cavalli ad alta velocità…
Tutti suonano il clacson, ma non per arrabbiarsi con gli altri o per segnalare un pericolo. Lo suonano tanto per suonarlo. Il che rende il sottofondo della città ininterrottamente rumoroso.
Credo che per un po’ non avrò il coraggio di lamentarmi del traffico di Roma.

Ora, dopo aver mangiato in un’altra bettola facendo le indicazioni a gesti, siamo in attesa del treno notturno che ci porterà in montagna, a sapa.
Non so bene che cosa aspettarmi dal treno, o meglio lo so…ma va bene così.

Buon viaggio a me e buon natale a tutti voi!

 

Tutto il viaggio

Vietnam – Prologo

Vietnam – capitolo 0 – la valigia

Vietnam capitolo 1 – Hanoi

Vietnam capitolo 2 – Sapa parte I

Vietnam capitolo 3 – Sapa parte II

Vietnam capitolo 4 – Ha long bay

Vietnam capitolo 5 – Hue

Vietnam capitolo 6 – Hoi An 

Vietnam capitolo 7 – Saigon