Parigi, o cara!

Ci sono città con le quali si ha un feeling speciale, anche se non ci si è mai vissuto.

Ognuno di noi ha il suo luogo del cuore, quello nel quale si sente a suo agio, anche se non a casa, ma nel quale ci si immagina facilmente.

Per me questo posto è Parigi.

Ci sono stata molte volte, per vacanza, per lavoro, per un weekend, per vedere amici, per un matrimonio o un compleanno.

Ultimamente quando vado non faccio nemmeno progetti sul che fare: mi basta passeggiare per le strade dei miei quartieri preferiti, entrare in un mercato e immaginare di fare la spesa, sedermi in un caffè per bere qualcosa e guardare la gente  che passa.

Mi piace il colore dei palazzi, l’eleganza dei parigini, la cura delle vetrine dei negozi. Ogni volta per me è una sferzata di energia, un bagno di idee e di creatività. Come se solo guardandomi intorno mi si aprisse la testa.

Questa volta la scusa era il compleanno di un caro amico. La moglie ha organizzato per tutti una sorpresa: un giro notturno per Parigi a bordo di un vecchio autobus con tappe nei luoghi della sua vita. Un modo diverso, ancora uno, per vedere la città.

Per il resto?

Niente di speciale, lo dicevo prima. A parigi non ho fatto proprio nulla se me lo doveste chiedere.

Solo lunghissime passeggiate nel marais, una cioccolata calda nella calma autunnale di place dauphine, oeufs pochés e formaggi in un bistrot appena arrivati, il café charlot, scelto assolutamente a caso, ma delizioso per un ben arrivati in città.

E poi come tutti i turisti un carico di macaron da laduree e un pranzo tranquillo con omelette e montblanc al bancone del bar, mentre gli altri facevano file interminabili per il ristorante.

Un tranquillo weekend parigino, con i topi che correvano tra le assi vecchie delle intercapedini del soffitto.

Niente di speciale, ve l’ho detto.

Ma quanto mi sono di divertita!

 

e ora una piccola selezione di fotografie.

parigi è una delle città fotograficamente più inflazionate, ma quella che volevo rendere io era la mia idea di parigi, che io immagino, sebbene modernissima, sempre ferma agli inizi del secolo scorso, con quel fascino un po’ rétro, fermo in un tempo indefinito