c’ero una volta Sep20

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c’ero una volta

c’ero una volta io.

a dire il vero ci sono ancora, altrimenti non starei scrivendo… :)

ma c’ero una volta, c’era un’altra me, diversa. se migliore o peggiore non lo so, ma sicuramente diversa.

a ripensare a quell’altra me quasi non ci credo che potessimo essere la stessa persona. per carità, non è che io abbia fatto cambiamenti così radicali, però a poco a poco mi sono ritrovata a essere una persona differente.

ero una volta più curiosa, meno paurosa, prendevo la vita con più leggerezza. o almeno così mi pare. o forse oggi mi trovo davanti ostacoli più grandi, ho più responsabilità, meno tempo per le frivolezze perchè la mia testa è occupata da troppe altre cose.

una volta poche cose erano veri problemi, oggi a volte mi sembra che anche decidere che cosa mettermi la mattina sia una questione di vita o di morte. come se cambiasse qualcosa.

oggi mi ritrovo a pensare sempre più spesso che vorrei essere invisibile, mimetizzarmi compeltamente con l’ambiente che mi circonda. vorrei che nessuno mi notasse. è per questo che, a livello più o meno consapevole, anche quando mi vesto cerco di armonizzare tutto, di renderlo il più omogeneo possibile. nella mia testa è un modo per non farmi vedere.

una volta avevo bisogno di meno cose, poi mi sembrava di non averne mai abbastanza, oggi mi sembra che le cose mi sommergano e cerco di liberarmene, ma sono sempre troppe.

a volte mi pare di rimanere indietro rispetto al mondo, persa e distratta a fare non so bene che cosa mentr tutto cambia e quando alzo la testa, nulla è più come prima.

una volta scrivevo, fotografavo, avevo idee. oggi l’idea di prendere in mano una penna e scrivere anche solo per me stessa mi leva il respiro, guardo la macchina fotografica come se avesse i denti e fosse pronta a mordermi.

come ci sono arrivata qui? come sono diventata così? io le conosco le tappe della mia vita, i momenti che hanno portato dei cambiamenti, ma anche in quei momenti non ho visto “la svolta”. quella è arrivata dopo, con calma, lentamente, in maniera lenta e inesorabile e per questo più subdola e maligna.

come quando cadi malamente e ti rialzi subito, continui a camminare, a correre coem se niente fosse, forse zoppichi un po’. poi a distanza di anni scopri che ti era andato un osso fuoir posto.

perchè scrivo queste cose?

non lo so, mi sono venute in mente, forse quando ho ritrovato una mia fotografia di 14 anni fa e, a vedermi, non sono cambiata troppo. anzi, mi piaccio decisamente più ora di allora. eppure riesco a vedere in quella fotografia tante cose che non appaiono, oltre il sorriso, il taglio dei capelli, i vestiti e lo sfondo.

riesco a vedere il mio mondo di allora, quello che ero e che non ero, quello che pensavo e che non immaginavo.

e mi piace.

 

p.s. non c’entra nulla con l’argomento, ma la foto di questo post l’ho fatta la settimana scorsa a creta. mi piace moltissimo, come mi è piaciuto moltissimo lo scenario appena l’ho visto: la spiaggia, il mare, il cielo che si fondono insieme in un’unica sfumatura. 

è bellissimo, non trovate?