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bye bye marta

per prima cosa: no, non è morto nessuno.

nè ho litigato con nessuno

marta è (era) la mia smart, la mia prima macchina e oggi l’ho salutata.

marta ha sette anni, è stata la prima macchina comprata da me, intestata a me, interamente sotto la mia responsabilità e affidata alle mie cure e mi ha accompagnata degnamente per tutto questo tempo.

per gran parte della sua vita è stata anche l’unica macchina di famiglia. non mi ha mai tradita, si è dimostrata solida e affidabile, capiente fino all’incredibile (due anni fa i lettori più assidui ricorderanno che tornai dalla puglia con la macchina carica+un trasportino con un gatto dentro)

(il bagaglio per le vacanze dello scorso anno)

 

marta da oggi cambia proprietario, a., un ragazzo più o meno coetaneo con famiglia, che spero ne abbia cura.

io resto qui in attesa di clara, che sarà la mia nuova compagna di viaggio.

quindi, se da un lato sono contenta e impaziente di vedere la mia macchina nuova,  anche perchè andare in giro in motorino conq eusto caldo mi pesa sempre di più, dall’altro salutare marta oggi è stato veramente triste.

portare via tutte le mie cose, i miei oggetti, qualche pupazzetto che ha viaggiato con me in questi anni, svuotarla e togliere quello che di mio c’era lì dentro, vederlo ammucchiato in uno scatolone, è stato un momento di malinconia, una parte della mia vita che se ne andava.

come quando se ne è andata la mia alfasud arancione (la prima macchina) per essere rottamata, o la fiesta (anche se quella è stata per qualche anno di mia sorella, quindi il distacco è stato meno traumatico)

 mi rendo conto di essere un po’ strana quando mi immalinconisco per una macchina, ma non posso farci nulla.  ve l’ho detto che sono un’animista in fondo.

ne parlavo tempo fa con un amico appassionato di macchine, l’unica persona che credo possa capirmi. passavamo davanti a uno sfascio e gli ho detto che quei posti mi hanno sempre messo una tristezza tremenda addosso. sono un deposito di lamiere e rottami, pezzi inanimati, sporchi, rotti, eppure, ognuna di quelle  lamiere per un momento è stata la macchina nuova di qualcuno, scelta per necessità, per desiderio,  un’occasione o una spesa irrazionale.

per un giorno quella lamiera è arrivata a casa aspettata da tutti (“arriva papà con la macchina nuova“) o ha schiuso il sorriso di un ragazzo per il suoi 18 anni, o ha fatto posto al seggiolino per un bambino appena nato.

ogni macchina insomma, è stato il giorno felice di qualcuno. lo ha portato al lavoro, al mare, ai primi appuntamenti con un nuovo amore, in vacanza, in discoteca. e poi, per qualsiasi ragione, quel momento di felicità è diventato qualche altra cosa. e mi capita spesso di pensare alle storie di quelle lamiere ogni volta che passo davanti a  uno sfasciacarrozze, storie felici, storie tristi, tutta una vita contorta tra gli sportelli, le marmitte, gli specchietti rotti.

per questo oggi ho salutato marta con tanta malinconia.

bye bye marta, buon viaggio!