politicamente scorretto

a me il politically correct ha un po’ rotto le scatole

e scusate per questo incipit.

mi ha rotto le scatole, mi ha stancata, perchè lo trovo una delle tante espressioni vane e vacue di una società che si fonda sull’apparenza prima che sulla sostanza (non a caso lo hanno inventato gli americani…)

due le gocce che fanno traboccare il mio vaso

la prima goccia sono state le polemiche sul personaggio di tin tin, tornato in auge con il film di spielberg.

fino a ieri, il povero tin tin, uno dei pochi prodotti da esportazione del belgio insieme alle praline di cioccolato, non lo pensava nessuno. lo ricordavano al massimo quelli della mia generazione, che seguivamo le sue avventure in televisione (supergulp), poi l’oblio più totale  completo.

oggi spielberg ci fa un film ed ecco che saltano fuori le accuse di razzismo, filo nazismo e di tutto quanto di peggio ci può essere.

bene, io sono cresciuta a tin tin e credo proprio di potermi definire non razzista e i suoi cartoni animati e i suoi fumetti mi hano messo più la curiosità e la voglia di avventura che non il benchè minimo sentimento di razzismo.

certo, il personaggio è degli anni 30 e in quegli anni l’atteggiamento verso le persone di colore (altra espressione politicamente corretta…solo usarla appiana ogni divergenza fra il primo e il terzo mondo, non trovate?) o comunque i non europei non era proprio positivo. ma erano quegli anni, quella società e con quegli occhi vanno lette le cose.

abbiamo forse bruciato le copie di “via col vento” perchè rossella aveva gli schiavi?

tutto questo politicamente corretto, queto mondo in cui non si può dire niente di nessuno (che poi non è vero, perchè ci sono ancora quelli di cui si può dir male con la benedizione di tutti ibenpensanti di questa terra…), non si può prendere una posizione che non sia neutra mi ha veramente stancata.

si perchè sono tutte pagliuzze incosistenti, soffiate davanti agli occhi per nascondere delle travi ben più grandi. questo chiamare le cose con un nome diverso senza cambiarne la natura è ridicolo. recentemente a un’amica hanno proposto di diventare da “segretaria” a “assistente”. soldi? aumento di categoria? benefici? nessuno, le due posizioni sono assolutamente identiche…

e quindi? una dovrebbe essere più contenta perchè non fa la segretaria ma l‘assistente? (che poi, se guardiamo all’etimologia delle parole – le parole sono importanti – segretaria mi evoca un’imagine più di fiducia…la segretaria è quella della quale ti fidi al punto da affidarle dei segreti…l’assisitente mi dà sempre l’idea di una che sta lì e fa tutto e niente….)

il cieco oggi è non vedente, ma nella sostanza non ci vede uguale e se non gli si permette di vivere in modo indipendente, lo possiamo chiamare occhio di falco, la sua vita sarà difficile lo stesso.

gli immigrati oggi sono i migranti…una bella parola, perchè ormai immigrato era diventato un insulto (è un aggettivo che indica uno che da un paese va in un altro…), mentre migrante, non so, dà l’idea del viaggiatore, ha un suono più romantico e poi c’è quel senso di continuità che significa che non è che dove arriva rimane, oibò! è solo di passaggio. chiamiamolo migranti e abbiamo risolto tutto, siamo proprio gente che capisce!

bene, resta il fatto che arrivano sui barconi come nemmeno le bestie, che dove arrivano non si sa che cosa farne e sempre male in arnese sono.

gli handicappati sono  portatoridi handicap e se trovano una scala senza ascensore o rampa restano in fondo, anche se li chiamiamo piè veloce.

i neri sempre neri rimangono, anche se li chiamiamo persone di colore, che poi è un’espressione razzista allo stesso modo, perchè mica noi rosei siamo trasparenti e senza colore. e poi perchè “persone di colore” solo se uno è nero? e gli asiatici?

i barboni sono clochard, bellissima parola anche questa, francese, romantica, quasi chic, non trovate? si, chiamiamoli così, vedrete che non moriranno di freddo in mezzo alla strada. e poi è una parola così bella – non trovate? – che quasi vien voglia di fare i clochard…soprattutto ora che il presidente del consiglio ha detto che il posto fisso è monotono, facciamoci tutti qualche giorno da clochard che ci divertiamo!

quindi, in nome del politicamente corretto, stiamo riempiendo di nulla dei concetti.

però ci sono dei terreni inesplorati, delle zone franche nelle quali semra che il politicamente scorretto non esista, anzi sia tollerato se non addirittura ammesso e approvato…..

e qui arriviamo alla seconda goccia, ossia i manifesti di un film in uscita che si intitola les infidéles, gli infedeli, film a episodi sull’infedeltà maschile, che nelle locandine mostra un piacente giovanotto, impegnato in diverse attività, dal contemplativo all’attivo (più o meno) con graziose signorine.

 le immagini sarebbero degradanti per le donne, perchè non si vede mai il viso, pur essendo ben chiaro quello ceh la signorina sta facendo.

domanda: se si fosse vista la faccia, l’immagine sarebbe stata politicamente corretta?

e quindi questo sarebbe degradante? in un film che ha come tema l’infedeltà maschile e non ne fa mistero, fin dal titolo?

ma che mi dite, allora, della pubblicità edificante davvero nella quale un bamboccione fatto e finito si affaccia in una stanza dove due ragazze si fanno i fatti loro (leggono mi pare)  e, sorridente e gigione, con un flacone di decalcificante, annuncia trionfante “mamma in visita!”

e le due cretine scattano in piedi come molle e corrono a pulire il bagno prima dell’ispezione della mamma dell’imbecille che le sorveglia con lo stesso sorriso ebete finchè tutto non brilla, le cazzia perchè non sanno nemmeno che il prodotto non rovina il lavandino incrostato dal mesozoico

e “mamma in visita”, vestita come petronilla, la moglie di arcibaldo dei fumetti, può compiacersi della pulizia del figliolo, ignorando le due schiave che hanno pulito.

nessuno protesta? nessuno grida al politicamente scorretto? nessuno sbatte in faccia al belloccio uno straccio e gli impone di pulire quel disastro che, nell’ordine naturale delle cose, sarà stato lui a generare?

e poi c’è quell’altra pubblicità del bambino che fa il tema a scuola sulla sua mamma che come pulisce lei non pulisce nessuno e fa le magie con il detersivo e ammazza tutti i germi. in tutto questo il padre che cosa fa? vivrebbe nella lordura se non ci fosse la mamma?

insomma, nel bel mondo della pubblicità la donna pulisce e l’uomo si gratta la pancia. al massimo alza i piedi quando lei passa in cencio che attira più polvere e le regala più tempo per fare altre faccende

non è politicamente scorretto questo? non è scandaloso? non vi fa orrore?

non trovate questo degradante per la donna?

io francamente si.

oppure per il fatto che non ci sono allusioni sessuali, il messaggio passa liscio e pulito?

questa idea della donna ferma a una realtà che non esiste più, benedetta dal’unico verbo divino che ormai esista, ossia la comunicazione, a me fa proprio orrore.

un fumetto degli anni 30 no. e, se vogliamo, nemmeno la locandina di un film nella quale l’infedele protagonista è impeganto in attività….da infedele, per l’appunto…

nel primo caso valutiamo con parametri borghesi e perbenisti attuali qualcosa nato e sviluppatosi in un’altra era.

nel secondo caso, il messaggio è decisamente chiaro e non subdolo, magari poco elegante, quello si, ma  ognuno può giudicare come vuole, liberamente