voglio una vita spericolata Oct28

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voglio una vita spericolata

…ma nel senso di senza pericoli!

Confesso che fino a domenica ignoravo chi fosse marco simoncelli. Cosa normale visto che moto GP e formula 1 proprio non mi interessano nemmeno un po’..è già tanto se sono costretta a sapere che esiste valentino rossi (che mi è pure molto antipatico).

questa morte mi ha colpito per la sua età, la violenza e l’esposizione di quell’evento. La morte, come la nascita, sono eventi mistici, è una vita che comincia o che finisce e dovrebbero essere trattati con rispetto. Non ho volontariamente visto nessuna immagine dell’incidente, né video né foto.

Mi sembrava irrispettoso, già sapevo troppo con la descrizione dell’incidente.

È stato bello leggere dell’affetto che ha circondato la famiglia di questo ragazzo, costretta a vivere da ora in poi con il più grande e il più inimmaginabile dei dolori, ma sostenuta dalle manifestazioni di stima e di sostegno che amici, ma anche sconosciuti, semplici tifosi, gli hanno dimostrato. Che la terra sia lieve a marco, che la vita non sia pensate per i suoi.

Una considerazione però mi è venuta e spero che tutta questa commozione porti a una maggiore pietas nei confronti di chi va su due ruote anche senza gareggiare, anche senza le luci della ribalta e della notorietà. Un maggiore rispetto per chi su due ruote ci va nelle città, ci si sposta per lavoro ogni giorno e che ogni giorno corre gli stessi pericoli.

L’ho già detto molte volte, sulla strada non c’è rispetto per le ruote inferiori a tre, vige una specie di presunzione di colpevolezza secondo la quale il motociclista per terra un po’ di colpa la deve avere…chissà che cosa stava combinando….

Su due ruote non si ha diritto a occupare spazio. Chiunque si sente in diritto di tagliarci la strada, superarci da destra o da sinistra, spingerci fuori dalla carreggiata senza riguardo. Nella mente dell’automobilista c’è il primo e unico comandamento “non rovinerò la mia carrozzeria” e un motorino sembra un danno minore.

E non dite per favore che “però quelli sui motorini sono certi imprudenti!” perché non avete mai visto gli automobilisti. E se li avete visti, avevate cinture di sicurezza, airbag e abitacoli rinforzati a proteggervi.

Io non sono spericolata, anzi, sono una gran fifona, dopotutto in motorino trasporto la mia testa e tutto il corpo e solo uno ne avrò finchè campo.

Vado pianissimo, mi hanno detto che ho pure fatto male il rodaggio perché avrei dovuto tirare di più il motore. Quando vedo “90” sul contachilometri ho paura, viaggio per lo più nella corsia lenta, all’estrema destra, verso la corsia emergenza, faccio pochissimi sorpassi, anche perché è difficile che qualcuno vada più piano di me.

Eppure almeno due volte a viaggio qualcuno si sente in diritto di spingermi fuori strada, tagliarmi la strada, superarmi da ogni direzione e mandarmi a quel paese quando mi ha fatto una qualsiasi di queste cose, anche se io non ho reagito.

Quando piove trovano tutti molto divertente passare velocemente nelle pozzanghere se arriva un motorino dall’altra parte…li ho sentiti anche raccontarlo che è bello vedere quello tutto sommerso d’acqua…ah ah ah…

Già peccato che tu, mentre quello sfreccia via ridendo come il cretino che è, passi istanti lunghissimi nei quali non vedi nulla, rischi di scivolare, finire contro un altro veicolo, cadere.

Che cosa ci sia di divertente in questo devo proprio capirlo, ma forse io non ho senso dell’umorismo.

Per noi su due ruote ogni viaggio è una scommessa, ogni ritorno a casa la sera una vittoria. Per voi su quattro ruote non è così. Il rischio esiste, certo, ma non è comparabile al nostro.

Ecco, voi che vi siete commossi per marco simoncelli, voi che avete guardato e riguardato il video dell’incidente, commentato con gli amici, messo frasi e foto sul vostro profilo face book, tutti voi, almeno voi, fate più attenzione la prossima volta che guidate una macchina.

E guardate a noi, che su due ruote non ci andiamo per divertimento, ma per necessità, come ai figli o ai genitori di qualcuno, come a delle vite umane, fragili come tutte le vite.