turista per caso

non avevo visto il film, mi ero imbattuta tardivamente in questo libro la cui trama mi aveva invece intrigata parecchio.
e invece?
scritto bene è scritto bene, ma mi dispiace, la storia è davvero banale e deludente.
il protagonista, macon, solitario ai limiti dell’autismo è ben delineato e pare di vederlo, di conoscerlo, un uomo con il quale nemmeno fra le pagine della scrittura si riesce ad avvicinare.
chiuso, introverso, metodico, scontroso. un buono, ma un orso.
e poi la sua famiglia, i fratelli, metodici come lui, la sorella, una specie di chioccia, ma anche lei chiusa nel suo mondo.

e dall’altra parte le due donne, sarah, la moglie e muriel, la seconda occasione.
divisi dalla peggiore delle tragedie, sarah e macon si lasciano, o meglio, sarah lascia macon, come se la morte del figlio le avesse aperto gli occhi su quanto loro due in fondo sono diversi e incompatibili, come se improvvisamente si accorgesse di aver fatto andare avanti da sola il loro matrimonio, mentre lui si lasciava semplicemente trascinare, quasi infastidito, perchè sarah è approssimativa, non ha metodo e vive alla giornata.

ma quando sarah se ne va a macon sembra che manchi tutto, anche se – di nuovo – non riesce a prendere in mano la situazione e si lascia semplicemente vivere.

in fondo a macon non piacciono i cambiamenti, fatica ad adattarsi e fa di tutto perchè non influiscano sulla sua vita. del resto è anche il suo lavoro: scrittore di guide per viaggiatori d’affari ceh voglaino avere la sensazione di non muoversi da casa propria.

e poi arriva muriel, più giovane, un bambino iperprotetto, una vita sbandata, una serie di lavori strampalati. anche lei disorganizzata, confusionaria, chiassosa, alla ricerca di un uomo, uno qualunque, una compagnia, un padre per suo figlio.

ancora una volta macon si lascia trascinare nella vita di muriel, stancamente, senza entusiasmo e con la solita assenza di interesse o di passione.

certo, c’è questo bambino che potrebbe prendere il posto del figlio morto, c’è muriel che riesce a domare il cane di macon e lo infila a forza in una vita che va comunque avanti.

nessuno dei personaggi, a  parte i fratelli di macon, è riuscito a conquistarmi. tutti ugualmente insopportabili, compresa muriel, che invece vorrebbe essere il personaggio positivo, l’energia della storia e che invece non è altro che una donna prepotente e petulante.

il finale sembrava riscattarsi, sembrava per un attimo non essere l’happy end di ogni buon film americano che si rispetti. per un momento avevo pensato “ecco, finalemnte una storia che ha il coraggio di non finire come tutti vorrebbero che finisse” e così sembrava fino alla penultima pagina.

poi la volti e, repentinamente, nel giro di poche righe, eccolo lì, il finale banale, scontato, quello da lacrimuccia a buon mercato prima dei titoli di coda, quello scritto per la sceneggiatura di un film.

e chiudo il libro decisamente delusa e certa che almeno il film non lo vedrò mai.