caramelo

 

ogni volta che trovo un libro che parla di saghe familiari ci casco sempre e lo compro (una scusa come un’altra per comprare un libro), ma ogni volta che lo leggo ho sempre la stessa sensazione di dejà…lu.

mi chiedo quanto di questi libri avremmo avuto senza gabriel garcia marquez e isabel allende, soprattutto fra quelli di ambientazione centro-sud americana.

e caramelo non è da meno, bello ma in qualche modo, già letto, già visto, già sentito.

niente di nuovo, insomma, sotto al cielito lindo fra città del messico e chicago

per arrivare a una storia che abbia un po’ di interesse, bisogna superare le prime pagine, noiose come un libro fotografico, istantanee di ricordi di infanzia, per arrivare alla storia della famiglia reyes, dall’infanzia di nonna tremenda (al secolo soledad), passando attraverso i figli, il preferito inocencio, per arrivare a celaya, la narratrice (fedele? infedele? non lo sapremo mai “cuentame algo, aunque sea una mentira“) di questa saga familiare fra il Messico, Chicago e il Texas.
una storia che è abbastanza, ma non troppo, per dirla con il motto proprio di nonna tremenda.

Abbastanza piacevole e scorrevole (tranne appunto le prime intollerabili pagine, quando ho avuto paura che tutto il libro fosse così), ma non troppo, così si va avanti facilmente nella lettura, senza troppo entusiasmo, abbastanza incuriositi, ma non troppo.

e poi quella sensazione di dejà lu in quell’intrecciarsi di storie del passato come le frange del rebozo color caramello, lo scialle di nonna tremenda, che oltre a dare il titolo al romanzo cerca di essere il colore della storia e (mi si perdoni il gioco di colori e   materiali) il fil rouge della storia

solo che per essere garcia marquez o la allende bisogna esserne anche capaci, non bastano storie di generazioni miste agli eventi storici o nonne bislacche, di segreti di famiglia svelati a poco a poco e nipoti con un piede nel pasato e la testa in ogni altro posto.

e se il libro finisse in un punto qualsiasi prima della parola “fin” non si resterebbe troppo delusi.

tutto sommato però è una lettura semplice, estiva e rilassante,  nulla di eccezionale, ma nel complesso positiva e piacevole, da consigliare