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parlami d’amore…(cyrano moderno)

stavo scrivendo una mail a un collega spagnolo e per l’occasione ho pensato che fosse cosa carina scrivergliela nella sua lingua, che parlavo, leggevo e scrivevo benino fino a qualche tempo fa.

ora il mio spagnolo è un po’ arruginito, soprattutto lo spagnolo da lavoro, quindi ho pensato bene di fare quello che si fa in questi casi: si ricorre all’infallibile google.

digito “lettera commerciale in spagnolo” (quello che andavo cercando erano le formule di chiusura, i nostri “in attesa di un Suo cortese riscontro Le invio cordiali/distinti saluti“, insomma, qualcosa del genere) e mi compaioni link più o meno  pertintenti.

fra questi ne apro uno che prometteva modelli di lettere di tutti i tipi n tutte le lingue e il primo modello che mi propone qual era?

modelli di lettere d’amore!

resto senza parole, perchè lo so ceh su internet si trova di tutto, lo so che a volte si resta letteralmente senza parole, panico da foglio bianco, non si sa da dove cominciare (nel mio caso non sapevo come finire una mail di lavoro, succede), ma pensare che qualcuno ricorra alla rete per trovare le parole gisute per l’amato, beh, scusate se sono old style, ma lo trovo davvero desolante.

ma siamo nel mondo moderno e anche cyrano di bergerac non è più un arguto artista della parola, le sue parole per cristiano non sono più dettate dall’amore per rossana. sono su un motore di ricerca…

e qui allora, offre la ditta, vi regalo uno dei pezzi più divertenti dal cyrano di bergerac.

le variazioni sul tema del naso, un esercizio d’uso della parola che non fa mai male

Valvert: (…) Voi… voi avete un naso… ecco… un naso… molto grande.

Cyrano (con aria grave): Sì, molto.

Valvert (ridendo): Ecco!

Cyrano (imperturbabile): Tutto qui?

Valvert: Ma…

Cyrano: Eh, no! E’ un po’ poco, ragazzo mio! Ce n’erano di cose da dire sul mio naso – diamine! – e di toni da sfoggiare! Per esempio, vediamo:

Aggressivo: “Io, signore, se avessi un naso simile, me lo farei tagliare!”.

Amichevole: “Certo che quando bevete vi si immerge nel bicchiere! Fatevene fabbricare uno su misura!”.

Descrittivo: “E una montagna, un picco, un promontorio!… Ma che dico, un promontorio? E una penisola!”.

Curioso: “A che vi serve questo affare smisurato? Da scrittoio signore, o da scatola da lavoro?”.

Grazioso: “Amate a tal punto gli uccelli che paternamente voleste preoccuparvi di offrire un trespolo alle loro zampette?”.

Truculento: “Ditemi, signore, quando fumate, il naso vi fa da cappa del camino? E i vicini non gridano al fuoco?”.

Previdente: “Fate attenzione, con tutto questo peso voi potreste cadere faccia per terra!”.

Tenero: “Metteteci sopra un parasole che gli preservi quel suo bel colore!”.

Pedante: “Pare che l’animale che Aristotele chiama ippocampelefantocammello pesasse quanto il vostro naso!”.

Cavalleresco: “Cos’è quest’uncino, una nuova moda? Comodo per appenderci il cappello!”.

Enfatico: “Che naso! Nessun vento può fargli venire il raffreddore ad eccezione del maestrale!”.

Drammatico: “Quando sanguina, sembra il Mar Rosso!”.

Ammirato: “Che splendida insegna per un profumiere!”.

Lirico: “E’ una conca. Potreste farci il bagno!”.

Semplice: “Quando si può visitare il monumento?”.

Rispettoso: “Certo che voi ne possedete di beni al sole!”.

Ruspante: “E che è un naso questo? Andiamo! O è un rafano gigante o un melone nano!”.

Militare: “Puntate!”.

Pratico: “Giocatevelo al lotto. E’ una bella puntata!”.

Oppure, facendo il verso alla tragedia greca, piangendo: “Ecco il naso che ha distrutto l’armonia di questo viso! Guardatelo, il traditore! Ne arrossisce di vergogna!”.

Ecco quante cose, mio caro, avresti potuto dirmi se solo avessi un briciolo di cultura o di spirito. Ma di spirito, tristissimo individuo, tu non ne possiedi un atomo. Quanto alla cultura, poi non ne hai abbastanza da mettere insieme più di sette lettere quelle che formano la parola cretino!”