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buone feste

rieccomi qui…a grande richiesta…

va bene, non proprio a grande richiesta, però ogni tanto qualcuno mi chiede perché non scrivo più. poco tempo, troppi altri pensieri, anoressia creativa…chi lo sa.

fatto sta che davvero non solo ho meno tempo per il blog, ma sembro anche avere meno idee e meno argomenti. o forse è solo un cane che si morde la coda: meno tempo dedico al blog, meno idee mi vengono. bene, il cappello ce lo siamo tolto. buone feste.

per chi non se ne fosse accorto è passato natale e ora arriva capodanno, la litania del “checosafaiacapodanno” e l’atteggiamento da carbonaro di chi non ha ancora deciso e deciderà il 31, casomai saltasse fuori qualcosa di irrinunciabile, ma che intanto rimane sul vago per non chiudersi nessuna porta.

fosse per me rimarrei volentieri a casa a mangiare cotechino e lenticchie e, dopo il brindisi di mezzanotte, me ne andrei tranquillamente a dormire, ma sembra che non si possa fare. capodanno è una festa stupida, finisce un anno che magari è stato brutto, ma chi dice che il prossimo sia meglio? e poi perché il girare una pagina di calendario dovrebbe cambiare le cose?

forse è più un fatto simbolico. inizia qualcosa di diverso, c’è ancora la speranza che sia qualcosa di migliore. un po’ come quando si scarta un regalo o si comincia un libro o si guarda un film. le aspettative sono alte, ma non è detto che non vadano deluse. ma non volevo parlare di questo. a dire il vero volevo parlare del natale.

è molto chic dire che il natale è una gran seccatura, che è solo una festa del consumismo, mentre ci affanniamo a comprare cose inutili per persone delle quali non ci importa nulla. Se davvero ne fossimo convinti la cosa più semplice sarebbe non regalare niente a nessuno, o limitarci alle sole persone che amiamo davvero.

E poi tutti a lagnarsi delle grandi abbuffate, ma guai se la zia marietta non fa il baccalà strafritto o se la nonna filippa non porta la struttata di lardo.

A me, che come ho detto molte volte, sono nazional popolare e me ne vanto (con un pizzico di snobismo che ci sta tanto bene) il natale piace. Ebbene si, lo ammetto! Adoro il natale, adoro il presepio, l’albero di natale, le decorazioni e pure – udite udite – adoro fare i regali! Comincio addirittura a settembre a pensarci e nei miei progetti c’è di averli finiti al massimo a metà novembre.

Mi piace proprio l’atmosfera natalizia, l’aria di attesa… Però ogni anno mi accorgo che, a un certo punto, mi lascio distrarre e mi ritrovo al pomeriggio del 25 dicembre e mi dico “ma come? È già passato?” e non con sollievo, bensì con un po’ di rimpianto.

Ogni anno, colpa anche degli impegni del lavoro, a dicembre mi lascio distrarre da tantissimi altri pensieri, rimandando sempre quello della preparazione al natale per un altro momento…fino a quando non mi ritrovo a constatare che natale è arrivato.

L’anno scorso stavo facendo un trasloco, quindi non avevo fatto nemmeno l’albero e il presepio. Quest’anno speravo di riuscire a non farmi cogliere impreparata e invece….zac!…di nuovo…

Devo escogitare qualche cosa, devo inventarmi qualche cosa per vivere a pieno lo spirito natalizio, per prepararmi davvero al natale comme il faut… Devo riuscire a ritagliarmi tempo e spazio per fermarmi a pensare a quello che significa (almeno per me) il natale. Devo crearmi il mio personale calendario dell’avvento, proprio come quello che avevo da bambina, con tutte le finestrine (quello che avevo veniva riciclato, ossia non strappavamo le finestre, le aprivamo soltanto, per poterlo riutilizzare l’anno successivo. Lo ricordo ancora, blu, con un grande albero di natale con le lucine disegnate e la porporina che ogni anno diventava sempre meno)

Ho un anno intero per pensarci. Questa volta non ho proprio scuse!

intanto faccio a tutti i lettori di questo blog (se ancora ce ne sono) tanti auguri di buone feste!