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…e se invece (non) scrivo?

l’ultima riflessione era sulla lettura, sui momenti della vita nei quali preferiamo (o abbiamo bisogno) di rifugiarci in altre storie e altre vite, momenti nei quali cerchiamo di allontanarci dalla nostra realtà.
 
oggi mi è capitata in mano la mia moleskine, quel quadernetto nero che vive sempre in fondo alla mia borsa, ammaccato, rovinato, nel quale catturo un pensiero, fermo una riflessione, parlo a me stessa, fisso un ricordo.
l’ho scorso rapidamente e ho visto che era tantissimo tempo che non scrivevo nulla, a parte qualche appunto di viaggi lontani nel tempo e nello spazio (il quadernino attuale inizia con…il viaggio in argentina!).
 
poi sono cominciate brevi riflessioni, poche parole, qualche frase.
ho ritrovato pensieri e riflessioni lontane solo nel tempo e nello spazio della vita, speranze e desideri che non ricordavo nemmeno di aver avuto e che oggi mi stupiscono perchè allora non immaginavo nemmeno quanto sarebbero state attuali oggi, oppure in che cosa si sarebbero trasformate.
e ho notato che…ho ricominciato a scrivere…non come prima, ma sto ricominciando…e ho riflettuto che, quasi nello stesso momento, aveva ripreso un po’ di vita anche questo blog.
 
e quindi, dopo essermi quasi risposta sul perchè leggo, mi sono chiesta come mai scrivo..o non scrivo…
 
e al momento l’unica risposta che mi sono data è che scrivere è parte di me, come tante altre cose che sto perdendo per strada, e che forse per troppo tempo ho soffocato quella parte sotto il peso di tali e tante cose da diventare un’altra persona, che ci sono cose che mi appartengono e fanno parte della me più vera che sono state messe a tacere da altre cose che invece non sono mie.
e che forse, quella parte di me, sta riemergendo dalle ceneri e dalle macerie del tempo.
ma di strada ce n’è ancora tanta da fare….
 
forse….
 
 
"Non viaggio mai senza il mio diario. Si dovrebbe avere sempre qualcosa di sensazionale da leggere in treno"
oscar wilde – l’importanza di chiamarsi ernesto