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del fare le valigie

sono in ufficio per gli utlimi due giorni.
ho trascorso le due prime settimane di agosto in un ufficio semi deserto (siamo in quattro nel palazzo…più la guardia) per chioudere un po’ di cose in santa pace.
venerdì si parte.
 
è parecchio tempo ormai, fra una cosa e l’altra, che non facevamo un viaggio e forse è una di quelle cose alle quali non si perde mai l’abitudine, pur perdendola in fretta.
 
fatto sta che mi ritrovo a meno due giorni da uno dei miei incubi peggiori….
la valigia!
 
detesto farla, come ho detto e ripetuto talmente tante volte da sembrare quasi ossessiva.
detesto farla sia per spostamenti brevi, sia per viaggi più lunghi.
l’unica che riesco a fare facilmente è quella per i viaggi in moto, ma perchè sono costretta dallo spazio limitato.
 
per ogni altra valigia l’incubo comincia settimane prima e finsice solo nel momento in cui la vedo sparire sul nastro trasportatore dopo il check-in.
 
quest’anno la meta è nel freddo nord europa, dove mio fratello – in avanscoperta – già mi manda bollettini meteo poco rassicuranti: pioggia e freddo, il che rende ancora più difficile l’operazione, perchè con questo caldo umido romano la mia mente rifiuta di credere che da qualche altra parte nel mondo possa fare addirittura freddo. e dovrò quindi recuperare maglioni, sciarpe e giacconi, scarpe chiuse e magari cappelli!
 
e allora eccomi qua, a riordinare le ultime carte, chiudere le ultime cose, con in testa quali vestiti portare, quali scarpe recuperare.
l’altro giorno sul non so quale giornale online c’erano i soliti inutili consigli su come preparare le valigie.
inutili perchè sono anni che li seguo, ma senza i risultati promessi. sembrano le diete delle riviste che promettono meraviglie e che sembrano anche così facili da seguire e invece all’atto pratico sono un totale disastro.
 
l’unico sistema che funziona per me è la "valigia di carta" o "valigia teorica", in pratica una lista di cose da portare, divise per uso o per giorno.
però anche la valigia teorica negli ultimi anni mostra segni di cedimento e alloar ho perfezionato il metodo.
 
faccio sempre la valigia di carta, ma, prima di riporrre tutto nella valigia vera, lo appoggio sul letto, disposto ordinatamente in combinazioni, così riesco a valutare se veramente ho tutto quello che mi occorre, che cosa può essere lasciato a casa perchè magari ha già un doppione e che cosa manca.
 
il metodo funziona, ma significa che mi occorrono due ore buone (al netto delle crisi d’ansia ) per ultimare le operazioni.
anche se….la settimana scorsa sono riuscita a preparare la valigia per un weekend di amre/campagna…mentre mi preparavo per anadre in ufficio (da dove sarei partita)…mi sono sentita così fiera di me!
 
insomma, pensatemi domani sera mentre dispongo i miei vestiti come su una vetrina e mi allontano per guardare il risultato…
 
 
p.s. ogni consiglio è comunque ben accetto