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segnali

 
 
la madeleine di proust, mai topos letterario fu più (ab)usato.
un sapore (o, per estensione, un odore, o una musica, un oggetto…) che ti riporta indietro nel tempo.
 
sono spesso attenta a queste cose, a questi segni del destino, convinta che nulla avvenga per caso e che il mondo cospiri al fine di farci seguire il cammino che dobbiamo seguire con segni che sta a noi capire e interpretare.
e così mi ritorvo davanti a un paio di orecchini, che sono fra i miei preferiti, comprati almeno un paio di anni fa (o forse tre) in un negozio che oggi ha (purtroppo) chiuso.
in quel periodo mi ero innamorata delle creazioni di questa disegnatrice, colorate, estive. per fortuna ho un discreto bottino di questi oggetti, che rimangono fra i miei preferiti a distanza di anni. e li tiro sempre fuori quando comincia la bella stagione.
mi hanno messo di buon umore dal primo momento in cui le ho viste in vetrina.
forse anche perchè il giorno in cui ho scoperto il negozio era un giorno in cui era successo qualcosa di positivo, un giorno (o meglio una sera) in cui, sia pure in un modo talmente assurdo che sarebbe troppo lungo da raccontare , avevo deciso che dovevo voltare pagina e trasformare in positivo qualcosa che fino a poco prima mi era sembrato solo negativo. e devo dire che ci ero riuscita….
sempre perchè ogni cosa ha un senso e nulla accade a caso, basta cogliere i segni.
 
e infatti oggi, mentre ero persa in questi pensieri attaccati ai lobi delle mie orecchie, mi sono ritrovata, fra le pieghe dell’agenda, il "foglio illustrativo", la posologia di un regalo che mi fu fatto nello stesso periodo….un foglio che avevo dimenticato e che, proprio oggi, mentre ripercorrevo con il ricordo un periodo della mia vita, è saltato fuori.
 
e allora mi sono messa a pensare alle persone che attraversano la nostra vita, a quelle che ci entrano senza chiedere il permesso, alle vite nelle quali entriamo noi a gamba tesa, a quelle alle quali ci avviciniamo con discrezione, a quelle con le quali decidiamo di fare un pezzo di cammino insieme.
poi ognuno prosegue la sua strada, prende direzioni diverse, magari si era semplicemente sbagliato, magari ci voleva solo usare e raggiunto il suo scopo è tornato da dove è venuto.
magari ha preso un cammino diverso pensando che fosse meglio così, ma da qualche parte si domanda che cosa stiamo facendo e forse cerca un sentiero che lo riavvicini al nostro.
 
dispiace sempre lasciare indietro qualcuno, essere lasciati indietro forse dispiace anche di più.
 
ma la strada è lunga, le porte sono aperte.
chi non torna è solo perchè non vuole tornare ed è inutile aspettare alla finestra….