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la cucina color zafferano

 
Guanda editore
260 pagine
14,50 euro
 
comincio la mia rassegna libraria dall’ultimo libro che ho finito.
e con una domanda.
 
che cosa vi fa comprare un libro?
l’autore, la pubblicità, una recensione…
per me, principalmente, si tratta di amore a pima vista.
ossia, la libreria è uno dei luoghi nei quali mi aggiro più volentieri e mi soffermo a scrutare le copertine, legegre i titoli, poi le quarte o i risvolti di copertina.
e poi decido.
un po’ come per le persone. si è attirati dall’aspetto fisico ("amor è un desio che ven dal core" (*) ), si vuole sentire che cosa ha da dire questa persona che tanto ci ha colpiti e allora la si ascolta con attenzione ("e lo cor, che zo è concepitore, imagina, e li piace quel desio" (*)  ) pee capire se la relazione può funzionare.
poi ci legge e solo all’ultima pagina potremo dire come è andata, ma spesso ce ne accorgiamo dalle prime righe se c’è sintonia fra noi e l’oggetto del nostro desìo. libro o persona….
 
di questo libro mi hanno colpito i colori caldi dell’immagine della copertina, lo sguardo della giovanissima ragazza della fotografia, il velo mosso dal vento sotto archi perfetti e un pavimento di macerie.
 
è una d’amore, di dolore, di scelte.
una storia tutta femminile, nella quale gli uomini hanno però un ruolo importantissimo, pur restando ai margini della vicenda.
c’è il padre di maryam, duro, intransigente, spietato, con la sua idea del mondo che nessuno può discutere.
c’è all’opposto edward, il marito inglese, un uomo buono, gentile, silenzioso. così diverso dagli uomini che maryam si è lasciata dietro in iran.
e infine (o nel mezzo) ali, l’amore dell’adolescenza, il ponte fra il vecchio e il nuovo mondo, la poesia, l’inglese, il mezzo per andar via, la finestra sul futuro, un mezzo per andare via.
 
maryam ha sedici anni quando rompe le regole stabilite, quando innocentemente si chiede se possa esserci un altro modo di vivere, quando, sempre innocentemente, crede di poter decidere della propria vita.
capirà presto e a caro prezzo che non è così.
lo capirà da sola, nel peggiore dei modi.
 
la vita però sembra essere generosa con lei e le regala una nuova vita in inghilterrra, un marito affettuoso e buono, una figlia, sara. 

ma il destino torna a chiederle il conto di quanto ha avuto e che evidentemete era solo un prestito.

e il conto ha le sembianze e i dolori di said, il figlio dell’amatissima sorella mara, la più giovane delle quattro.

said che arriva in inghilterra, che non ha mai conosciuto suo padre, che ha perso sua madre e che un giorno tenta di gettarsi da un ponte. nella concitazione colpisce accidentamente il ventre di sara, che perde il bambino che aspettava.

quel giorno evidentemente la morte cercava qualcuno e quello non era said.

il passato di maryam, i suoi dolori, i suoi segreti, tutto torna a galla prepotentemente e tutto le dice di dover tornare insietro, al suo "piccolo miracolo", mazareh, il piccolo vilaggio nel cuore dell’iran.

il suo viaggio sembra una fuga alla figlia e al marito rimasti in inghilterra, così sara decide di partire e raggiungere la madre.

edward affida invece le sue parole a una lettera, certo che non la rivedrà più, certo di non far più parte del suo mondo e dubbioso di esservi mai entrato veramente. sa che maryam è partita per sempre, che è tornata al luogo cui apparteneva.

trovare la madre in un luogo così diverso dall’inghilterra, trovarla in compagnia della persona per la quale aveva perso tutto, quel ragazzo umile, divenuto uomo, maestro di piccoli uomini, è per sara affascinante e fastidioso al tempo stesso, ma, superata la rabbia per quello che sembra un abbandono, comprenderà le ragioni della madre, quel suo voler ostinataemnte tornare in un paese che sembrava non appartenerle più, quel suo desiderio di portarla a conoscere la tomba di quel padre così severo e duro. e anche maryam imparerà a confidarsi ed aprirsi con la figlia, con quella parte di se’ che pure aveva tenuto così a distanza, sia pure per proteggerla, per difenderla dal dolore. ma non ci era riuscita, perchè non possiamo evitare il dolore a chi amiamo. possiamo solo essere lì quando accade.

comprenderà il potere della nostalgia che rende dolci anche i ricordi più dolorosi, comprenderà i silenzi della madre e il suo desiderio di restare in iran, conoscerà anche alì e saprà accettare le scelte coraggiose di una donna silenziosa. le scelte della sua rivoluzione di pace.

 

le citazioni:

"la collera è senza ritorno. Non si può ritirare uno schiaffo dato. E ci sono parole che una volta dette non si cancellano più. Si insinuano dentro, per quanto tu possa rammaricarti e sperare e pregare, finché un giorno succede qualcosa di terribile."

"non si scappa mai in fondo. da bambina, da ragazza, non desideravo altro che svincolarmi dalle regole e dalla tradizione, dai matrimoni combinati e da tutto quello che è come deve essere. ma ho trovato un altro mondo dove ho dovuto imparare tradizioni e abitudini, e ad apparire come si deve essere. non è idiota?"
 
"qualsiasi cosa io faccia […] tu sai, da sempre che c’è un mondo al quale devo scegliere di rinunciare nella mia vita: non un passato ormai inaccessibile, ma un altrove , dove vivono e conducono le loro giornate persone in carne e ossa."
 
"non esiste più una comunità. stanno persino costruendo la metropolitana. quando la gente deve viaggiare sotto terra per camapre la giornata, senza vedere gli alberi e il cielo, finsice un modo di vita".
 
 
per chi:
è in fuga da qualcosa o da qualcuno, per chi pensa che più in là ci sia sempre il meglio. per chi vive nel silenzio il proprio dolore e non trae beneficio nè per se’ ne’ per quelli che vorrebbe protegegre dal proprio dolore.
 
 
 
 
(*)
Amor è un desio che ven da core
Per abbondanza di gran piacimento;
e li occhi in prima generan l’amore
e lo core li dà nutricamento.

Ben è alcuna fiata om amatore
Senza vedere so ‘namoramento,
ma quell’amor che stringe con furore
da la vista de li occhi ha nascimento:

che li occhi rappresentan a lo core
d’onni cosa veden bono e rio,
com’è formata naturalmente;

e lo cor, che zo è concepitore,
imagina, e li piace quel desio:
e questo amore regna fra la gente.


jacopo da lentini