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il bloggo dello scrittore

c’è odore di chiuso qui dentro, un po’ di polvere.
le tapparelle sono chiuse, le tende tirate, i tappeti arrotolati.
il frigorifero è vuoto, le prese staccate.
insomma, questa casa è chiusa da un bel po’ di tempo.
 
sono stata molto presa dal lavoro ultimamente, dalle solite tantissime cose da fare e dall’immabcabile pochissimo tempo per incastrarle.
sono giorni nei quali sono stata pochissimo in ufficio, ma più tempo dal cliente, giorni nei quali vado sù e giù per roma in motorino e non trovo il tempo nemmeno per pensare.
 
ogni tanto torno sul blog, decisissima a scrivere qualche cosa e…mi viene il blocco da pagina web vuota, un po’ come quando a scuola si diveva iniziare il tema in classe e non si sapeva da dove cominciare.
 
insomma, sono in un momento di vera e propria crisi creativa, un vero e proprio blocco del blogger.
un bloggo….
 
eppure non è che manchino le cose da raccontare, fra la vita d’ufficio e la vita pubblica, fra un corso di cucina e l’ultima uscita di un candidato premier preso piccolo a piacere, fra la televisione e i giornali, dall’italia e dall’estero.
la mia vita è quella di prima, sulle stesse strade trafficate, in mezzo alla stessa gente.
eppure, per qualche motivo che non riesco a capire, non riesco più a raccontarla.
è come se anzi nemmeno la vedessi con chiarezza, è come se le immagini mi scorressero veloci davanti come dal finistrino di un treno in corsa e non riuscissi ad afferrarle nella loro interezza.
è come se la vita mi passasse accanto senza fermarsi.
 
qualche giorno fa, chiaccherando, ho chiesto a mia sorella, la psicologa, che cosa indichi il bisogni irrefrenabile di scrivere, di fissare i propri ricordi sulla pagina.
qualcuno ha l’ossessione dell’immagine, della fotografia, come se ogni foto non scattata fosse un istante di vita perduto per sempre, altri hanno invece quella della parola scritta.
ovviamente non poteva dare una risposta generale e univoca per tutti, ma ha buttato lì un po di cose…
"mah…per fissare un ricordo, per dargli consistenza [lo scrivo=lo rendo vero] per dare una prova di esistenza, della propria esistenza…."
 
io non lo so perchè nella mia vita ho sempre scritto, ho sempre avuto la pasisone del diario, della lettera e ora che la tecnologia me lo permette della rete, ma l’idea dello scrivere come prova a se stessi della propria esistenza mi ha fatto suonare una "ding!" nel cervello e fors eper me è un po’ così.
scrivo, ho sempre scritto per provarmi che esistevo.
a me, timida fino all’inverosimile, il cui desiderio segreto è sempre stato il dono dell’invisibilità, scrivere è sempre sembrato un modo per ricordarmi che invece esistevo.
cominciare a scrivere per un pubblico era quindi un modo per provare al mondo che esistevo, chissà.
 
e allora mi domando che cosa significhi questo mio bloggo (mi è simpatico il nome, lo chiamerò così…me lo rende meno…drammatico….).
 
voglio forse tornare invisibile?
 
è il caso di aprire qualche finestra e far cambiare quest’aria chiusa…..