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chi cerca e chi trova

oggi questo blog si tinge di verde.
è quello che posso fare per rendere omaggio a una ragazza il cui colore preferito era proprio il verde.
 
lei si chiamava Giuseppina, detta Pippa. Pippa Bacca in arte.
era partita con un’altra ragazza Silvia Moro, l’8 marzo (festa della donna…) per raggiungere in autostop la palestina, passando per i paesi toccati da recenti guerre.
erano vestite da spose, viaggiavano con quell’abito bianco che, si dica quel che si vuole, a tutte noi piace tanto indossare. un abito che dà l’idea della felicità, della festa.
 
il viaggio si è interrotto molto presto, perchè Pippa, che voleva dimostrare, che sperava di dimostrare, che ci si può affidare agli altri, è morta.
si è fidata.
ha accettato un passaggio da un uomo che non ha trovato nulla di meglio da fare che violentarla, ucciderla e poi abbandonare il suo corpo sepolto frettolosamente, rubandole quel poco che portava con se.
il telefonino, la macchina fotografica, persino l’abito da sposa.
 
mi fa rabbia la fine di Pippa, come mi fa rabbia qualsiasi morte ingiusta e violenta, come mi fa rabbia qualsiasi sopruso.
e come donna mi fa rabbia il doppio, perchè domani potrei essere benissimo io al posto di Pippa.
magari non facendo l’autostop da sola in qualche paese, magari sotto al mio ufficio, nel parcheggio di un supermercato, in una strada solitaria del centro di roma.
 
"se l’è cercata dopo tutto" sento dire e sento pensare "una ragazza da sola…certi paesi…l’autostopè normale…"
 
ma come può essere "normale"?
 
è normale che un leone mi sbrani se decido di farmi una passeggiata nella savana, che una iena assalti la mia tenda piena di cibo se decido di farmi una bel campeggio nel deserto del namib.
è normale che un cane mi morda se invado il suo territorio.
è normale che uno squalo mi stacchi una gamba se gliela agito garrula sopra la testa.
è normale che un fulmine mi polverizzi se mi riparo sotto un albero durante un temporale.
è normale che il gatto si mangi il mio pranzo se lo lascio incustodito e alla sua portata.
 
ecco, questo per me è normale.
 
che una ragazza venga stuprata e uccisa, ma anche solo rapinata o molestata è Anormale.
nemmeno orribile, brutto, feroce o qualsiasi aggettivo vogliamo usare per condannare questo genere di azioni.
è semplicemente Anormale.
non corrisponde al mio concetto di normalità e ritengo che non dovrebbe essere normale per nessun essere umano che popoli questa terra.
 
e badate, questo non lo dico perchè io sia ingenua, perchè io viva in un mondo di zucchero filato e ritenga che tutti dovremmo vivere nell’armonia universale del creato.
lo dico da cinica e razionale quale sono, come ben sa chi mi conosce.
lo dico non sull’onda emotiva del dolore per una giovane vita che è stata interrotta senza motivo, ma lo dico e lo affermo su base razionale.
 
e proprio per questo trovo illogico pensare che dopotutto, certe cose "uno se le deve aspettare"….
ci si deve logicamente aspettare un fenomeno naturale inevitabile, come un’alluvione o un crollo a seguito di un terremoto.
ma sulle azioni umane mi sento di essere molto intransigente.
in ognuno di noi c’è la potenzialità del grande Uomo come quella del piccolo criminale, la scelta è individuale, nostra.
scegliamo noi da che parte stare, scegliamo noi se essere grandi o meschini
e allora la scelta del male per me diventa illogica, perchè è la scelta della distruzione, quella che, se percorsa da ciascuno di noi, porterebbe all’annientamento del genere umano e alla consegna del pianeta nelle mani degli insetti.
che, chissà, forse lo meriterebbero più di noi.
ed è per questo che di fronte a un male "frequente" l’uso della parola "normale" per me non è accettabile.
il male è solo stupido, perchè il male è senza logica.
 
su un altro piano, da donna poi mi sento menomata. e questo urta ancora di più la mia razionalità.
da donna ho ancora una volta la conferma che a me certe cose sono precluse. a meno di non voler rischiare la mia vita.
so bene che non farò mia un viaggio da sola, o con un’amica.
a meno di non andare in luoghi "sicuri", non potrò decidere di partire da sola, senza meta, per conoscere il mondo e il pensiero della gente.
avrà sempre bisogno di protezione, di qualcuno che mi difenda.
potrei farlo, ripeto, a mio rischio e pericolo, ma so che non lo farò mai.
perchè ho paura.
 
è proprio come se mi mancasse una gamba, come se non potessi più camminare.
ma io le gambe ce l’ho, due e funzionanti.
però non posso usarle per andare dove voglio, perchè sono fisicamente più debole, perchè chi mi vede passare per la strada mi etichetta come preda.
e mi chiedo in che misura un uomo possa rendersene conto.
 
per questo il "doveva aspettarselo" che sento dagli uomini mi sembra una constatazione di un dato di fatto: le donne posso essere sopraffatte.
è….normale
mentre quello delle donne, detto a mezza bocca, mentre ognuna di noi si vede sopraffatta dal primo energumeno di passaggio, è semplicemente dettato dalla paura.
dalla nostra paura di poter diventare a nostra volta vittime incolpevoli.
e la paura è nemica della razionalità.

 

Pippa la sua fine non se l’è cercata, come nessuno se la cerca.
la fine ci trova e basta, sotto un’auto pirata, a casa propria o lontano, per mano di un amico o di un nemico.
sa dove siamo e ci viene a cercare.
 
buon viaggio, Pippa.
questa volta, finalmente al sicuro,vedrai un mondo come lo avresti voluto.