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diario argentino – parte II – i quartieri di buenos aires

un intermezzo turistico/didascalico
 
buenos aires è grande, ha strade talmente larghe che ne avevo scambiata una per….una piazza!
e ha quartieri tra loro diversissimi.
 
vi propongo un breve viaggio fra i principali quartieri turistici. facciamo finta di fare un giro su uno di quei pullmann scoperti che fanno i giri per le città che mi piacciono tanto….
date magari anche un’occhiata alle fotografie dell’album per farvi un’idea…..
 
san telmo è il centro di buenos aires. si svolge ai piedi della chiesa ed è una delle principali mete turistiche di buenos aires. è il centro dell’anitiuqariato e il teatro di un coloratissimo mercatino del bric-à-brac della domenica, nel quale, accanto a oggettini etnici piu’ o meno internazionali, si trovano oggetti (anche qui piu’ o meno) antichi che sembrano usciti dalla casa di qualche vecchia zia. chissà quanta gente, dopo la crisi economica del 2002, ha venduto ai rigattieri ricordi di famiglia…da[ppertutto si sente suonare musica di tango, ballerini piu’ o meno improvvisati si esibiscono in tanghi su palchi inventati e posano, con i loro vestiti eccessivamente sfarzosi, sotto il sole e il caldo soffocante, per una foto con i turisti.
a sant’elmo si puo’ passeggiare, guardare le vetrine, entrare nei negozietti di antiquariato o di design moderno in cerca di un po’ di fresco, o sedersi in un caffe’ dall’aria polverosa per bere un mate, una specie di te’ caldo dal sapore di erba, per la maggior parte dei non argentini insopportabile.
  
la boca, la coloratissima boca. era un quartiere popolare, e in buona parte lo è ancora. se si guarda con attenzione alla sostanza delle sue casette colorate, se si osserva dietro ai negozi di souvenir e ai caffè e ristoranti, si vede che le costruzioni sono povere, spesso addirittura in lamiera.
ma coloratissime, dipinte di colori sgargianti che ne fanno uno dei posti piu’ fotogenici che ci siano.
la boca è anche uno dei quartieri del tango, con il caminito, la strada un tempo frequentata da prostitute e popolata di bordelli, che dà il titolo all’omonimo tango.
vicino alla boca anche uno dei templi piu’ sacri del calcio, lo stadio dove gioca il boca junior…la squadra nella quale giocava alcuni anni fa un ragazzo di nome diego armando maradona, uno dei  miti di questo paese.
negli spogliatoi della squadra c’è ancora, in un angolo, una statuetta della madonna che apparteneva a lui e che lasciò ai suoi compagni quando partì per tentare altre avventure (forse avrebbe fatto meglio a portarla con se’….)
[se volete immaginare la boca di ….ant’anni fa, potete leggere questo libro]
 
la recoleta moderno ed esclusivo, un quartiere elegante della buenos aires ricca, la recoleta fa parte del barrio norte.
di stile francese (sembra davvero parigi) alla recoleta si trovano alberghi, ristoranti e negozi davvero eleganti.
fra questi anche uno dei piu’ conosciuti negozi di scarpe da tango di tutta buenos aires, comme il faut. tutte noi straniere tanguere non possiamo lasciare la città senza almeno un paio delle sue inconfondibili scarpe da tango.
la borsina nera con il manico rosa è un segno dell’io sono stata qui. il negozio, o meglio l’atelier, si trova in uno di questi eleganti palazzi in stile francese. niente vetrine, niente esposizione. chiedi il numero il colore e la commessa ti porta (spesso con poco garbo, come si conviene a un atelier) le scarpe disponibili. ti rimane il sospetto che lei decida per te. la proprietaria, viceversa, gentile e simpatica, mi ha dato la mia prima lezione di argentino. si dice "grasias" e non "gracias". gracias è castigliano….
fra le "attrazioni" della recoleta la chiesa di nostra signora del pilar, nella quale si trovano statue di santi opera di artisti indios, e naturalmente il cimitero monumentale, nel quale si trova la cappella della famiglia duarte e la tomba di eva duarte peròn, in arte evita, uno dei grandi miti di questo paese. meta di turisti, fra le piu’ fotografate, nonostante non sia fra le piu’ belle, ha sempre qualche fiore fresco portato da qualcuno che ancora. a leggere di lei, che a 33 anni era già morta e già un mito, di quello che fece, dell’impegno che ebbe per i suoi compatrioti, è difficile non rimanere affascinati da una donna che seppe dare voce anche a chi non ne aveva mai avuta e forse non sapeva nemmno di poterne avere.
e poi un oggetto decisamente bizzarro, un enorme fiore di alluminio – floralis generica – al centro di un parco, dono di un porteno che, divenuto molto ricco, volle lasciare qualcosa alla sua città. certo, qualcosa di meno utile è difficile immaginarlo, ma il fiore in se’ è bello.
 
puerto madero: puerto madero prende il nome da eduardo madero, fautore del primo progetto della zona è un quartiere recente, che si sviluppa lungo il fiume. locali, bar, ristoranti, una bella passeggiata domenicale o serale. si passeggia lungo i quattro moli, ai quali sono ormeggiate alcune imbarcazioni storiche (come la nave scuola, ormai museo, fragata presidente sarmiento) e in mezzo un ponte, il puente de la mujer, di un certo architetto di nome calatrava.
 
palermo il piu’ trendy e chic dei quartieri della buenos aires da bere, fa parte anch’esso del barrio norte. i turisti e le guide lo chiamano anche palermo soho, per la sua somiglianza con l’omonimo quartiere di new york (così come chiamano palermo hollywood la parte di palermo delle ambsciate, delle case di lusso e delle ville cittadine), ma questo disturba non poco gli argentini, che trovano che la denominazione yankee tolga personalità a un quartiere che di personalità ne ha invece molta. ristoranti graziosi ed eleganti, negozi di abbigliamento e design elegantissimi e originali, fanno di questo quartiere una delle mete preferite dei turisti (soprattutto europei). passeggiare per le sue strade poco affollate, aggirarsi fra i negozi senza meta, scoprire palazzi e balconi fioriti è comunque un bellissimo modo per passare qulache ora lontano dalla confusione.
 
 
le passeggiate portene sono state tutte settoriali, quartiere per quartiere. ognuno ha la sua personalità, il suo carattere, la sua storia e il suo fascino particolare.
ma in ognuno di loro è bello sedersi da qualche parte, con un’empanada e una birra, o anche un gelato, a osservare la vita che scorre lentamente al caldo dell’estate.
 

[segue]