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tentazioni

posso resistere a tutto…
a un nuovo paio di scarpe, al pensiero di quante ne ho…
a una borsa, anche perchè ne ho tante e fra poco viene natale e poi ci sono i saldi…
a un vestito, che poi tanto non lo metto…
a un sapone di lush o a un olio da massaggio
persino a un libro…anche se…anche se…vabbè, me lo segno e lo prenderò la prossima volta, che c’è troppa fila alle casse
ho resisitito al nuovo ipod nano, perchè il mio è quasi nuovo (non ha nemmeno un anno), va benissimo e tanto fra un anno chissà che cosa verrà fuori
sto resistendo a prosciutti e salumi per motivi di salute…
 
insomma, pur avendo alcune passioni decisamente forti, riesco a resistere….
 
ma c’è una cosa di fronte alla quale non resisto: il banco della frutta e della verdura al mercato.
 
lavorando dal lunedì al venerdì al mercato posso andare solo al sabato e nemmeno sempre. probabilmente troverei molto meno romantico e affascinante il luogo se facessi la casalinga e ci andassi tutti i giorni e troverei invece bellissimo aggirarmi fra scartoffie e fatture.
ma tant’è, omne ignoto pro magnifico, ciò che ci è sconosciuto ci appare straordinario.
 
e a me piace andare al mercato.
 
badate bene, non al supermercato.
la spesa la faccio ma non è così divertente.
mi piace il mercato, quello con le bancarelle.
 
mi piacciono in genere tutti i mercati, da quelli piu’ esotici, come il mercato thailandese che vende scorpioni e vermi disgustosi…a scopo alimentare, quello messicano che vende formiche (sempre da mangiare) e stoffe colorate, i bazar maghrebini che profumano di spezie (mi piace di meno che nont i lascino in apce e cerchino di accalappiarti appena rallenti il passo), i mercati sporchi dell0india, inmezzo ai quali si aggirano mucche sacre che approfittano dela loro sacralità per scroccare qualche cosa da mangiare, fino ad arrivare alle fiere di paese, che profumano di nocciole e mandorle tostate e zuccherate, con le bancarelle di cianfrusaglie pseudo orientali e incensi, passando per i mercatini dell’antiquariato che spesso somigliano piu’ al camion del "ripulisco cantine".
 
e, naturalmente, mi piace il mercato della frutta e della verdura.
mi piace farmi ispirare dai peperoni colorati, dalle melanzane carnose, dall’occhieggiare dei carciofi fra le spine, con la loro promessa di bontà sotto la scorza dura e fibrosa.
mi piace cedere alle lusinghe del radicchio, che mi promette di addolcirsi…gli basterà un po’ di cura e di olio buono…
rido con l’indivia riccia e le volute delle sue foglie.
mi piace credere all’amore che le puntarelle dichiarano per le acciughe che ho a casa, che le aspettano per unirsi in matrimonio.
cedo senza resistere ai pomodori, che faranno per me tutto ciò che chiederò loro.
mi perdo nella contemplazione delle rugosità del cavolfiore.
adotto anche qualche patata sporca di terra
 
mi tenta la dolcezza delle pere rosse e dure, quelle che al contadino non devi far sapere quanto son buone con il formaggio, mi rallegra il verde delle mele granny smith e so che in quelle rosse la strega non ha messo nulla che mi farà addormentare (al massimo arriva il principe azzurro, no?).
cedo volentieri al fascino esotico delle arance e dei mandarini che mi portano il sole delle terre del sud.
mi unisco alle danze degli ananas e delle banae che arrivano da terre lontane, immagino la tenerezza dell’avocado sotto la sua scorza dura.
e l’estate civetto con le fragole, accarezzo con dolcezza la pelle vellutata delle pesche e delle albicocche, lucido le susine con lo sguardo.
 
mi piace riempire il frigorifero di verdure fresche, colorare la fruttiera con mosaici dolci e succosi.
 
ecco, non riesco ad andare al mercato per prendere "qualche mela e l’insalata".
esco sempre carica di buste dalle quali spuntano soddisfatti fiori di zucca e mazzetti di prezzemolo.
 
e anche se, tornata a casa, preparare la verdura è un lavoraccio, mi dà soddisfazione trasformare le promesse di quegli ortaggi in saporite realtà.