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Sudafrica – Epilogo

 
il viaggio è dunque finito.
vi ringrazio davvero per la pazienza che avete avuto nel seguire tutto il racconto che finisce qui.
 
sono arrivata fino al mondo alla fine del mondo, ho guardato le scogliere battute dal vento e sferzate dalle onde rabbiose, ho visto le acque dell’oceano indiano e quelle dell’oceano atlantico incontrarsi e mescolarsi, con il mondo dietro alle mie spalle e, nel mescolarsi delle acque, ho visto incontrarsi e mescolarsi popoli e civiltà diverse.
ho visto l’abominio cui è arrivato l’uomo che ha reso schiavo un altro uomo, rendendo così schiavo se stesso, l’ho visto vendere e comprare il suo simile, come un oggetto.
ma ho pensato con sollievo che quei tempi erano lontani, non troppo, certo, ma erano passati.
ho pensato con sollievo che oggi è diverso, poi il mio sguardo ha incontrato una panchina nella quale io avrei potuto sedere comodamente, ma la maggior parte delle persone intorno a me no.
e questo accadeva qui, l’altro ieri, mentre alcune persone venivano allontanate dalle loro case e chiuse in quartieri indecenti solo perchè l’uomo bianco potesse vedere bianco attorno a se e tirare un sospiro di sollievo.
e ho provato vergogna perchè il colore della mia pelle mi dava dei vantaggi.
 
mi sono rifugiata nella natura, dove un animale non ne uccide un altro per crudeltà, ma solo per mangiare, dove, se non è necessario, non uccide nessuno.
ho osservato con curiosità enormi mammiferi che mi guardavano con altrettanta coruisità, mentre altri, dei quali avevo paura, consideravano me un pericolo.
 
ho fatto la doccia sotto un cielo al contrario, con gli occhi fissi sulla croce del sud e sulla via lattea in notti senza luna, mescolando la luce delle stelle alle gocce d’acqua in un cielo che ho chiuso nei miei ricordi e portato con me.
 
sono tornata e ho disfatto le valigie, ho lavato via la polvere dai vestiti e dalle scarpe, ho sistemato i ricordi negli scaffali e nelle cartelle del mio computer, ho raccontato storie di viaggio e le ho rivissute nelle mie parole e nelle immagini che ho catturato nella mia scatoletta di plastica nera.
ho riletto le mie storie e rivisto le mie fotografie.
e alla fine sono tornata a casa.
  
alla fine di un viaggio
c’è sempre un viaggio da ricominciare….
 
e anche se non si tratta di viaggi in terre lontane, anche se è un viaggio nel quotidiano, si riparte con la stessa voglia di scoprire e la stessa curiosità di sapere e si raccontare che cosa viene dopo…