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Sudafrica – Capitolo IX – Mkuze – parte III – hic sunt leones

 ormai con gli elefanti abbiamo uno splendido rapporto…li incontriamo spesso, mentre camminano lungo la strada o se ne costruiscono una personalissima abbattendo gli alberi che incontrano sul cammino.
"che cosa c’è stato? un nubifragio?" chiediamo a daan vedendo una piana i cui alberi sono tutti a terra.
"quello? no, sono gli elefanti"
o devono passare, o vogliono darsi una grattatina, o quell’albero lì non gli piace, o preferiscono le pianure spoglie, chissà…
 
ripartiamo quindi di buon mattino alla ricerca dei predatori a caccia, ritorniamo sulla pista di atterrraggio, la grande piana sulla quale sarebbe bellissimo veder correre il ghepardo…
ma niente.
tutte prede e niente predatori…
predatori visibili, almeno.
 
mentre infatti mi intenerisco con degli anatroccoli piccolissimi che, in fila, papereggiano allegramente sull’acqua, vedo sparire l’ultimo della fila – pluf! –
"si è immerso" penso e resto lì ad aspettare che esca.
aspetto invano
daan mi vede triste e cerca di rassicurarmi, come si fa con i bambini
"si è immerso, sarà uscito da un’altra parte" dice per tranquillizzarmi, ma l’acquitrino è così piatto e liscio e sopratutto così piccolo che lo avrei visto uscire da qualunque parte.
è la natura, ahimè…
 
proseguiamo la nostra caccia di immagini e ci imbattiamo in un elefante che cammina verso di noi.
alla nostra destra gli alberi, alla nostra sinistra il recinto elettrificato, dvanti lui, che cammina sventolando leorecchie e facendo dondolare la proboscide a destra e a sinistra.
"è felice!" ci dice daan, che interpreta i nostri pensieri…a noi non sembra così felice, ma ha ragione lui, almeno così speriamo.
ci avverte di non speventarci se si dovesse avvicinare, di fotografarlo tranquillamente (senza flash) e di non agitarci.
l’elefante infatti arriva davanti a noi, poi ci passa intorno e si ferma al lato della nostra jeep, a un paio di metri.
ci guarda, mangiucchiando l’albero che ci separa (gli elefanti non fanno che mangiare in continuazione…è tutto un rumor di mascelle).
dopo un po’ (e dopo un centinaio di primi piani al pachiderma) ci allontaniamo, lui si rimette sulla strada e se na va oscillando il naso e facendosi aria con le orecchie.
 
nel pomeriggio la seconda parte.
questa volta alla ricerca dei leoni.
daan ha sentito gli altri ranger che hanno visto delle orme nella zona che vuole esplorare.
partiamo quindi, muzi, il tracker, che scruta davanti a se’ e a terra. si muove ritmicamente, ha un movimento continuo, regolare e incessante. a guardarlo per un po’ pare abbia un motore.
a un certo punto la jeep frena, daan e muzi guardano a terra.
 
orme di leone.
 
mi affaccio dalla jeep e le vedo anche io. dentro una di quelle orme il mio gatot piu’ piccolo starebbe comodamente seduto….
 
facciamo marcia indietro, seguendo le tracce lasciate dall’animale.
"sono due" commentano fra di loro daan e muzi.
la jeep si inerpica per un sentiero meno battuto, poi giu’ verso un piccolo stagno, un sentiero sconnesso, pieno di pietre, nel quale facciamo fatica ad andare avanti. le ruote di incastrano nelle pietre piu’ grosse, piu’ di una volta muzi deve scendere a spostarle o a guidare i movimenti di daan.
ci fermiamo
"eccoli!"
 
poco lontano nella boscaglia due giovani maschi si stanno riposando. hanno proprio l’espressione dei gatti quando hanno sonno, sdraiati uno su un fianco, l’altro seduto come una sfinge. ci avviciniamo ancora un po’ (mentre io, passato l’entusiasmo iniziale dell’apparizione mi domando se sia una buona idea andarci a incastrare in quel terreno davanti a due leoni che avranno si mangiato, ma non si sa mai…)
 
"se si avvicinano" ci istruisce il ranger "state tranquilli…potete fare foto senza flash, ma per favore non fate penzolae gambe e braccia dalla jeep!" chissà, forse proverebbero a morsicchiarle per giocare come fanno i gatti…meglio non sapere…
noi, naturalmente, mentre lui parla, stiamo scattando foto come forsennati…sembra di stare all’uscita del palazzo di giustizia quando compaiono i testimoni dell’omicidio dell’estate, o davanti al locale di briatore quando arrivano gli attori, o al molo dell’excelsior di venezia durante il festival del cinema….è tutto un click click click…
il momento piu’ bello è quando uno dei due leoni fa uno sbadiglio enorme, rteando la testa da una parte all’altra e si sentono le nostre macchine che, con un leggero rotardo l’una sull’altra, scattano in sequenza…
unendo le fotografie avremmo un filmato!
 
uno dei due leoni si stanca dell’attenzione mediatica, si alza e se ne va.
l’altro sa bene che tutto siamo fuorchè pericolosi e ci guarda, restando sdraiato. non avrebbe nessuna voglia di levarsi da quel comodo posticino che si è trovato all’ombra e vorrebbe proprio farsi un bel pisolino, ma suo fratello (il dominante fra i due) se ne è andato e lui, svogliatamente, lo segue fino alle rive dello stagno, dove sta bevendo per placare l’arsura del caldo e di quell’impala così salato….
 
bevono tutti e due, vicini voltando lo sguardo verso di noi per vedere che facciamo (non saremo pericolosi, ma non si sa mai), poi, dopo un po’, si allontanano di poco e si siedono nella vegetazione che ha il loro stesso colore.
scompaiono immediatamente.
chissà quante volte gli siamo passati vicini senza vederli….
 
così ce ne andiamo soddisfatti…daan no però, ci manca solo uno dei big five, il leopardo, e torniamo a cercarlo nelle distese aperte.
 
ma chissà, forse anche loro sono acquattati nella vegetazione e ci guardano passare in silenzio….
 
 
[segue]
 
 

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