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fenomenologia dell'ascensore

 
me lo sono sempre domandato, ogni volta che salgo in ascensore.
che cosa scatta nelle persone appena si chiudono quelle porte e la cabina comincia a salire?
che cosa passa per la testa delle persone che tirano fuori matite, pennarelli, coltellini o chissà che attrezzi per incidere frasi, disegnare….beh, varie cose….sulle pareti degli ascensori?
 
quando andavo al liceo nel palazzo della mia amica F. abitava anche un nostro compagno di classe, quindi l’ascensore era frequentato dai nostri compagni (maschi)…nessuna meraviglia che le pareti del suo ascensore inneggiasero alla…presunta libertà di costumi di questa o quella professoressa (chiamata con cognome accorciato o con…soprannome….) o al presunto orientamento sessuale dei professori (uomini).
nessuna meraviglia, dicevo, avevamo dai 13 ai 18 anni….
ragazzi….
 
non mi meraviglio neppure quando leggo forza lazio/roma/juve sulle pareti dell’ascensore di casa mia…nella scala vivono un paio di ragazzi, alcuni amici li vengono a trovare…
anzi, devo dire che, nonostante le pareti bianche invitino alla letteratura da ascensore, si registrano un paio di manifestazioni di tifo calcistico, vergate a mano leggera al piano terra e nulla piu’….
 
ma quando prendo l’ascensore nella mia azienda, che pure vedo popolata di seri professionisti, stimati ingengeri e capacissimi tecnici, e vedo opere di arte muraria dedicate al dio priapo, svastiche, parolacce, inni calcistici, beh, un po’ mi stupisco sempre.
 
e lì mi domando che cosa succeda nelle menti delle persone quando premono il tasto del piano desiderato, quando le porte si chiudono, quando sentono il rumore del motore della cabina che si aziona.
quando restano soli con quattro pareti e i loro pensieri.
 
mi domando se sia un impulso estemporaneo, se scrivano con le chiavi che per caso hanno in tasca parole uscite di getto, oppure se salgano in ascensore spinti da un desiderio irrefrenabile di esprimersi, muniti già di strumenti di scrittura e con in testa parole e slogan che urlano di essere liberati dalle loro teste per diventare patrimonio comune dell’umanità.
 
me lo domando, davvero, ogni volta che salgo in ascensore e scruto le pareti alla ricerca di qualcosa da leggere per ingannare l’attesa, qualcosa che non sia la portata massima (in kg e persone) e le istruzioni in caso di blocco.
e qualcosa, credetemi, su ogni ascensore, lo trovo sempre.