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onda su onda…..

onda su onda
il mare ci porterà
alla deriva
balia di una sorte bizzarra e cattiva
 
 
weekend del grande esodo e piccolo esodo anche per noi, che siamo partiti venerdì per un weekend in costiera, ospiti di amici che hanno affittato un appartamento laggiu’.
si parte venerdì, in moto, insieme al traffico delle sei di sera del raccordo, a quello delle partenze per le vacanze, tra i lavori stradali e gli incendi+incidenti lungo la A1.
e, se il traffico in macchina può essere snervante, vi assicuro che in moto lo è di piu’…è vero che si riesce, sia pure a fatica in molti casi, a infilarsi in qualche buchetto e ad andare avanti, ma provate a immaginarvi vestiti come per una spedizione artica mentre avanzate lentamente sull’aslalto rovente, seduti su due marmitte incandescenti circondati da motori surriscaldati e gente rabbiosa….
però, nonostante tutto, la moto è divertente
 
e così, un viaggio che il nostro amico R., il nostro ospite, ci aveva preannunciato di "tre ore, tre ore e mezza", si trasforma in un viaggio di oltre quattro ore, l’ultima parte lungo le strade di certo splendide e panoramiche di giorno, ma non altrettanto di notte (se mai qualche campano passasse per questo blog, sa che cosa intendo…), con tre ore di viaggio in moto sulle spalle (e non solo lì…).
 
ma alla fine si arriva, ci aspetta un delizioso tonnetto con i pomodorini pescato quella mattina stessa da due pescatori del posto (li ho visti, due vecchietti abbrostoliti dal sole, vestiti prorpio da pescatori, con tanto di berrettino colorato in testa….)
 
la casa che i nostri amici hanno affittato è in un posto molto carino. il mare si raggiunge scendendo una lunga scalinata.
una spiaggetta stretta e sottile, un paradiso fino alle undici di mattina, quando cominciano ad affacciarsi le famiglie e i nottambuli. il mare è bellissimo, tranquillo, pulito e trasparente…non importa che a mezzogiorno la piccola spiaggia venga presa d’assalto….a quell’ora noi ci siamo già fatti tre ore di sole e saliamo a casa…la scusa ufficiale sono le bambine dei nostri amici, che devono pranzare e fare un riposino, ma alla fine seguiamo anche noi i ritmi infantili….
pranzo leggero, caffè, libro o riposino, per poi scendere di nuovo in spiaggia verso le quattro, per qualche ora di sole e un ultimo bagno prima di una cena a base di pesce in un paese vicino che ci hanno promesso da mesi.
 
ieri invece…gita in barca…
 
premetto che io soffro tutto ciò che si muove, dalla macchina all’aeroplano, passando per i pullmann, i pattini, finanche le altalene…ma quello che soffro piu’ di tutto è proprio il mare, quell’orribile beccheggio dei natanti fermi, quel rimbalzare sull’onda lunga…solo a pensarci mi gira tutto…
e non posso farci nulla, purtroppo è una questione fisica (non psicosomatica, come dice il marito che non si fa capace del fatto che in barca, passati i 45 minuti – se va bene –  io diventi verde e smetta di muovermi e parlare).
ma, potevo rovinare la gita a tutti, io che unica soffre la barca? (a dire il vero anche E., la nostra ospite, dice di soffrirla, ma dopo averla vista all’opera credo che – forse – soffra solo il mare in burrasca..mentre io mi ingozzavo di pane e crackers, tentavo di bere il minimo indispensabile per non disidratarmi, di non girare nemmeno lo sguardo, lei si muoveva, beveva birra, mangiava frutta, navigava seduta contro senso di marcia…con mia grandissima invidia….)
 
e davvero mi dispiace di avere questo grave handicap, perchè mi piace davvero tanto l’atmosfera della gita in barca, il preparare i panini per il pranzo, le cose da bere, controllare di avere tutto, perchè una volta in mare…sei in mare….
e quindi si parte, con il nostro gozzetto a motore, in direzione positano…
passiamo una costa bellissima, vediamo ville arrampicate sulle rocce che sembrano non avere accesso, altre direttamente sul mare, alel quali si accede solo via mare.
passiamo vicini al condominio galleggiante sul quale si dice sia in vacanza elton john, un grnaidssimo motoscafo a quattro piani, sul quale di prima mattina (le dieci….) sembra non esserci nessuno, tranne un tizio che, appeso fuori dalla barca, pulisce i vetri…)
 
quando la mia autonomia sembra vicino ad esaurirsi e il mio colorito volge verso il giallino, visto che è quasi mezzogiorno, decidiamo di sbarcare su una spiaggetta che non sembri troppo a rischio caduta massi (la roccia incombe sul mare….) e ci piazziamo lì per il pic nic, mentre io lentamente riprendo un colore umano e il contatto con la terra…
e, mentre una ha la nauesa, un’altra si taglia, ad altri viene il mal di schiena e altri infine crollano addormentati che sembrano morti, come osserva, E., la figlia id quattro anni dei nostri amici, ci mangiamo i nostri deliziosi panini seduti a riva, facciamo il bagno, giochiamo a farci i vestiti con i sassi…
 
fino al momento di ripartire…destinazione positano, dove, idea geniale! potrei scendere e andare in farmacia a comprare un anticinetico, che mi permetta di proseguire il viaggio senza dar fastidio a nessuno!
ottima idea, per altro la prospettiva di una paseggiata a positano, che è deliziosa e, sopratutto, si trova sulla terra ferma, è decisamente allettante…
se non fosse che, praticamente di fronte a positano, ci rendiamo conto che…nessuno di noi ha portato soldi…(eh già, a che servono i soldi in mare???)…la mia salvezza è sfumata, così decidiamo di tornare indietro, anche perchè noi, scesi a terra, dobbiamo rirpendere la moto e tornare a roma…
arraffo un panino per fermare lo stomaco e…pot pot pot….sprot…il motore si ferma…qualcosa ci è finito dentro e ha ostruito il sistema di raffreddamento del nostro evinrude…appena si scalda, quindi, il motore si spegne…la prospettiva di tornare a remi è impraticabile (siamo un po’ lontani…), quella di accendere il motore e avanzare a poco a poco men che meno, perchè rischiamo di fonderlo del tutto e un minimo di motore ci serve per spostarci se rischiamo di finire contro uno scoglio…
 
chiamiamo allora chi ci ha affitato la barca perchè ci venga a riprendere…
ma, per quanto veloce possa arrivare, sempre mezz’ora gli ci vorrà…e io non credo di poter resistere così a lungo beccheggiando su e giu’…
in lontananza vediamo una spiaggetta dove io, come una profuga, mi vado a rifugiare in attesa dei soccorsi….
 
soccorsi che arrivano, non certo da elton john, ma nemmeno da frrancesco, detto francy, il ragazzo che lavora alla spiaggia del quale la piccola E. si è – chiaramente – innamorata (ma lei ha quattro anni, lui 15…ne riparliamo fra 10 anni…quando però sarà lei a non volerne sapere…)…ci avevamo sperato un po’ tutti che francy arrivasse a salvarci a bordo di un motoscafo veloce….sarebbe stata una bellissima scena…
invece è arrivato un signore anziano con una ragazzina…niente salvataggi romantici….
 
insomma, il mio primo esperimento di giornata in barca non è andato un gran che….ma del resto, mi dico io, se Nostro Signore, nel suo imprescrutabile disegno divino, avesse voluto fare di me una creatura marina, mi avrebbe fatta nascere, che ne so, tonno, sogliola, nasello (si, forse nasello mi si addice…), toh! foca o delfino….
ma se mi ha fatta nascere bipede terrestre, chi sono io per oppormi alla Sua volontà?