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valencia parte II – la paella

ovvero, come faticare a trovare la paella valenciana nella città che le ha dato i natali, trovarla, e optare…per quella ai frutti di mare!
 
 
"adesso che siamo a milano, lo vogliamo vedere questo famoso colosseo???"
diceva totò, disfatti i bagagli contententi galline, caciotte, mutande e pane….
 
adesso che siamo a valencia, ce la vogliamo mangiare questa famosa paella?
certo! perchè no!!
sarei uscita la sera che siamo arrivati, se non fosse stato che, fra smarrimenti di valigie vari, si era fatto tardi ed eravamo un po’ demoralizzati…
ma il giorno dopo, anzi, la sera dopo…..
ci informiamo dove si può mangiare una buona paella…alcuni ristoranti sono al completo (è sabato, c’è l’America’s Cup…), finalmente ne troviamo uno sul lungomare, dall’aria di trattoria della domenica, tristanzuolo quanto basta da farci immaginare chissà quali prelibatezze, con piatti enormi di pesce che fanno su e giu’ sotto ai nostri occhi mentre aspettiamo che ci facciano sedere….
 
siamo già innamorati! 
è il posto per noi, ci hanno detto che è famoso per la paella ed è frequentato dai valenziani, cosa vera, perchè è pieno di famiglie spagnole e pochissimi turisti stranieri…
su un tavolo, posata in attesa di essere servita, una paella appetitosa, gialla brillante, che ci guarda e ci sorride carica di aspettative…
 
ci sediamo, ci portano il menu, al quale diamo una rapida scorsa, ma giusto per decidere quale paella prendere, quella valenciane (di carne) o quella di mariscos…optiamo per la prima, siamo a valencia…
quando arriva la cameriera la ordiniamo e lei ci guarda
"mi dispiace, non facciamo paella"
"ma come??? e quella?" diciamo indicando con lo sguardo triste la paella che i nostri vicini di tavolo hanno cominciato ad attaccare allegramente.
sembriamo due bambini poveri davanti al negozio di giocattoli alla vigilia di natale.
"no, ora non la facciamo piu’, c’è troppa gente e non c’è spazio in cucina…" ci spiega…non capiamo bene la dinamica, ma ci rassegnamo….troppo tardi per metterci a girare alla ricerca di un’altra paella, per poi magari nemmeno trovarla…e soprattutto abbiamo troppa fame!
così ripieghiamo (!) su calamari fritti e una grigliata di pesce infinita.
cena deliziosa, pesce buonissimo, ma la mancata paella ci resta nel cuore…
il giorno dopo ci consoliamo con un piattino di riso che viene da una paella enorme (oltre 1 metro di diametro….il riso non era un gran che, ma il recipiente era uno spettacolo da vedere) in un locale al porto dell’Americas Cup…
 
ma noi vogliamo la paella, quella che si mangia dalla pentola!!!!
 
temiamo di dover andar via da valencia senza averla assaggiata quando, la domenica sera, ci aggiriamo per le vie del centro trovando chiusi la maggior parte dei ristoranti (alla faccia della movida spagnola…..)
per fortuna riusciamo a trovare un ristorante dall’aria interessante e raggiungiamo il nostro scopo: una paella bollente per noi!
ma a quel punto, invece della paella valenciana, optiamo per quella di mariscos, di pesce…(tutto quel mare il pomeriggio aveva fatto venire una certa voglia)….
toccherà tornare…o provare a cucinarla noi, visto che da valencia ci siamo riportati…la pentola (paella appunto) per farla….
 
vi terrò aggiornati sui progressi gastronomici dell’esperienza valenciana….
 
 
(me and myself)