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valencia parte I – il velista perfetto

ovvero, come andare all’evento piu’ trendy della stagione, indossando per tre giorni gli stessi vestiti…
 
 
tutto cominciò qualche mese fa, con le offerte dell’alitalia e la scelta dell’unica città per la quale, a febbraio, c’erano biglietti disponibili: valencia (anche se credo che la scelta "obbligata" fu in qualche modo pilotata da un marito appassionato di vela).
cambio di data due o tre volte, causa impegni di feste, compleanni, matrimoni, e alla fine si parte.
valencia…e america’s cup.
 
"mi raccomando, portati dei vestiti carini!" mi avverte il marito…e così faccio…anzi, riesco ad essere molto veloce nella preparazione della valigia, virtuale e reale.
ho anche una valigia nuova, alla quale ho fatto il filo per mesi, che alla fine mi sono regalata per il compleanno.
eccomi qua, perfettamente pronta per l’Evento!
 
e dunque si parte.
l’aereo da roma parte con un’ora di ritardo, scalo velocissimo a malpensa, corsa per prendere l’aereo per valencia e…..noi prendiamo l’aereo….le nostre valigie no….
 
risultato: tre giorni all’evento piu’ trendy della stagione…in jeans e maglietta bianca….(salvo l’ultimo giorno, capito che le valige sarebbero arrivate…giusto in tempo per ripartire, che mi sono comprata una maglietta da turista straniera per mimetizzarmi nella folla).
e meno male che il marito si era pure raccomandato di portarsi vestiti carini!!!!!
in buona sostanza mi ritrovo a valencia con i vestiti che avrei avuto se ci fossi venuta in moto….anzi, in moto avrei avuto almeno un cambio!
poco male, per lo meno la mattina non dovevo star troppo tempo a pensare a che cosa mettere….
 
valencia è una città molto carina, per quel poco che siamo riusciti a vedere in un weekend i cui pomeriggi erano occupati dalle regate, non ha il fascino magico di barcellona, ma è decisamente graziosa.
 
l’Evento però era, naturalmente, l’America’s Cup.
il porto dell’America’s Cup era pieno di italiani, sembrava di stare al centro di roma.
tutti griffatissimi, elegantissimi, abbronzatissimi….(ehm ehm…tutti tranne una ovviamente…ehm ehm…)…
tutti (o quasi) lì non tanto per seguire le regate, quanto per esserci….spesso invitati da qualche sponsor.
infatti erano tutti ad affacciarsi al molo quando usciva luna rossa, guardarla andare verso il mare aperto e poi…correre al negozio del merchandising di prada…..per uscire con la busta grigia argento con la striscetta rossa (la busta, devo ammetterlo, era decisamente carina….).
la regata sui maxischermi la seguivano in pochi….durante la gara si sedevano nei caffè modaioli, bevevano birra e sangria, prendevano il sole.
poi ricomparivano alla fine, quando le barche tornavano a casa.
"come è andata? abbiamo vinto?" chiedevano molto interessati
"ehm…veramente no…ci hanno dato 1 minuto e 38 secondi di distacco!"
"ma cooooooome!!!! eravamo partiti pure sette metri avanti!!!" esclamavano con l’aria competente
 
la tipologia dei frequentatori dell’America’s Cup è variopinta.
ma certamente, e non lo dico per fare la snob, gli italiani sono quelli che sembrano lì per caso, che non importa se è una manifestazione sportiva o il festival del cinema o la settimana della moda….
sono lì.
non capiscono, ma ne parlano con competenza.
non seguono, ma sanno sempre che cosa si sarebbe dovuto fare (siamo un popolo di CT di calcio, di skipper, di cinefili, di stilisti….dipende dalle circostanze)
affollano i negozi piu’ griffati, fanno la fila per salire a quello di prada dove fanno la spesa.
nella folla li riconosci, oltre che per la bustina grigia di prada, per l’abbigliamento.
gli uomini con la camicia chiara, pantalone beige, scarpa con i lacci, golfino buttato sulle spalle-
le donne eleganti, un’enorme borsa prada nell’80% dei casi (chissà, forse la davano come gadget da qualche parte e io me la sono persa!!!), scarpa con il tacco, capelli di parrucchiere, occhiali giganti, trucco e sigaretta (le donne italiane fumano tantissimo, lo avete mai notato???)
tutti con la stessa aria "milano da bere" (anche se vengono da città diverse…), qualcuno che dissimula anche un accento vagamente milanese, che, si sa, va su tutto….
 
seduti sul prato sono in pochi, appassionati.
gli altri sono belli comodi a sentire musica lounge e bere.
 
certo, le regate si vedono meglio in televisione….
ma, soprattutto per chi, come me, non ci capisce nulla, a parte vedere chi arriva prima e chi dopo (quello è facile), quello che è bello là è l’atmosfera, la gente che fa pic nic sui prati con enormi panini pieni di salsiccia e birre giganti.
è bello vedere gli italiani nei bar a bere e dare la giusta strategia.
è bello vedere i neozelandesi (anche se sono i nostri avversari ora) fare il tifo, venuti da lontanissimo con le bandiere e i pupazzi, esultare a ogni bordo, a ogni vantaggio della loro barca…
è bello vedere la tifoseria che aspetta ogni barca al ritorno, esultante per i vincitori, di sostegno per gli sconfitti.
è bello scorgere qua e là, silenziosi e compassati, gli svizzeri, i defender, che si astengono da ogni commento, ma che, in cuor loro forse tifano….per il peggiore, dato che sarà quello che dovrà affrontare alinghi.
è bello aggirarsi nei negozi di merchandising delle barche eliminate, mezze smantellate, che vanno a esaurimento merce, che ci hanno creduto un po’ forse, ma per le quali era già una vittoria essere fra gli sfidanti.
insomma, la parte piu’ divertente per me profana era proprio il prato davanti al maxischermo e lo struscio/sfilata alla fine mentre si aspettava il ritorno delle barche.
era l’aria da tenzone medievale, con il cavalier alinghi che guardava dall’alto i contendenti sfidarsi, cadere a uno a uno, studiandone le mosse, e preparandosi alla sfida finale.
 
anche se vestita per tre giorni allo stesso modo, era prorpio divertente esserci…..
 
 
 
 
la canzone che state ascoltando, avisa a tu madre dei jarabe de palo, non vi mette allegria? non vi viene voglia di prendere una borsa, infilarci pochi vestiti, qualche libro e partire senza meta????
mi capita sempre alla fine di un viaggio di desiderare di tornare a casa, e, appena tornata, desiderare di partire di nuovo!