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le smanie per la villeggiatura

è un periodo di vacanze, anticipate, brevi, complice la fine delle scuole e il lungo weekend di san pietro e paolo a roma.
fa davvero caldo, stamattina alle sette già era caldo.
 
le mie vacanze sono ancora ben lontane, ma questo è uno dei periodi dell’anno che amo di piu’.
mi piace l’atmosfera da sabato del villaggio, di programmazione, l’attesa delle ferie. mi piace persino – udite udite – dover lavorare molto, perchè so che alle vacanze manca poco….
 
in questi giorni roma ha un’aria sorniona, come una grossa gatta tigrata addormentata all’ombra di una colonna dei fori imperiali (chissà perchè me la figuro così roma…..)…le scuole sono finite, qualuno (beati loro) è già partito per le vacanze, chi resta si rovescia letteralmente sulle spiaggie la domenica, cercando di catturare i raggi del sole, assumendo quella bella colorazione rosso acceso da sfoggiare il lunedì in ufficio.
tutti in fila sotto al sole la domenica mattina, tutti stesi sulla spiaggia, il profumo di frittura che si sparge nell’aria che arriva da chissà dove…
e la domenica sera (o per lo meno ieri sera era così) una città magicamente deserta, di romani e di turisti, i primi provati forse dalle fatiche per godersi un po’ di mare, i secondi distrutti dalle maratone per visitare i monumenti camminando sull’asfalto rovente che si squaglia.
 
sul lungo mare di ostia ieri mattina, mentre tentavo anche io di conquistarmi un posto al sole, ho sentito odore di frittura di pesce, che per me è l’odore delle vacanze al mare.
e doveva esserci qualcosa di magico in quell’odore che si diffondeva nell’aria, perchè mi ha immediatamente portata indietro nel tempo, alle vacanze al mare di quando ero piccola….
mi è venuta voglia di qualche giorno al mare, in un posto che abbia il lungomare, dove si possa arrivare sulla spiaggia a piedi, l’odore di legno umido delle cabine, di tela e salsedine delle sdraio, di gomma dei materassini e dei giocattoli gonfiabili..
una vacanza senza nulla da fare, solo alzarsi, fare colazione con calma e andare in spiaggia, stendersi al sole, leggere, ascoltare i successi dell’estate in lontananza dalla radio del bar, le grida dei bambini, i rimproveri delle madri che cercano di farli uscire dall’acqua, che li inseguono con cappelli e creme solari, il venditore di "cocco fresco cocco bello!" che cammina trascinandosi dietro il secchio del cocco appetitoso.
stare sdraiati a osservare con un occhio mezzo aperto il via vai dei bagnanti, commentare come sono vestiti/pettinati/come camminano con il vicino (se c’è) o fra se’ e se’.
quando il caldo si fa iinsopportabile, fare un bagno per rinfrescarsi bagno facendosi largo fra i bambini che giocano a pallone in acuqa, che imparano a nuotare con i braccioli, fra i ragazzi che si buttano in acqua l’un con l’altro, che si tuffano cercando di fare il maggior numero possibile di schizzi-
e poi, verso mezzogiorno, quando le famiglie cominciano a raccogliere le loro cose per tornare a casa nelle ore piu’ calde, mettere una camicia di cotone leggero sul costume bagnato sedersi in un ristorante sul mare, con la pelle secca per il sale e i capelli umidi, un ristorante con i tavolacci di legno e le tovaglie di carta e i piatti di ceramica bianca spessa.
e poi ordinare una frittura calda e croccante, da mandar giu’ con un bicchiere di vino bianco della casa, rigorosamente freddo e rigorosamente mediocre, con il vento che sposta la tenda della terrazza del ristorante, lasciando passare un po’ di sole, e sollevando i bordi della tovaglia tenuti fermi da quei ferma tovaglia di metallo.
 
qualche giorno senza fare nulla, senza pensare nulla, senza l’affanno di godersi ogni minuto, perchè la vacanza è breve o perchè il lunedì si torna al lavoro.
qualche giorno da vivere in totale relax, mangiando albicocche calde dalla bustina di plastica finita irrimediabilmnete in ondo alla borsa di paglia.
qualche pomeriggio a guardare un film di alberto sordi che fa il gondoliere a venezia, prima di sonnecchiare un po’ cullati dal frinire delle cicale, qualche serata a guardare un vecchio film di totò o l’immancabile "poveri ma belli", o qualche commedia americana con cary grant o scandalo al sole o i peccatori di peyton place, prima di uscire a prendere il gelato.
 
si vede che sto soffrendo un po’ il caldo?  
 
beh, meno male che questa settimana a roma è corta….