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una playlist spaziale

quale musica ascoltereste, che ne so…sulla spiaggia al tramonto?
quali canzoni scegliereste per una cena romantica organizzata nei minimi particolari?
quale colonna sonora vorreste per il viaggio dei vostri sogni?
quale musica vi aiuta a lavorare o studiare?
quale musica vorreste al vostro matrimonio? e al vostro funerale?
 
e quale musica ascoltereste…nello spazio?
 
se lo sono chiesti all’ESA – Agenzia Spaziale Europea – e hanno invitato i giovanissimi a compilare un form per scegliere le 10 canzoni che accompagneranno il viaggio degli astronauti della stazione spaziale con l’ATV (Automated Transfer Vehicle) il prossimo autunno.
una playlist per lo spazio insomma.
musica che accompagni momenti impegnativi, difficili ed emozionanti, musica che faccia da colonna sonora alle attività quotidiane di lavoro e di svago.
musica da cantare, musica da ascoltare, musica discreta che non distragga e musica che invece riesca a far dimenticare le fatiche di un viaggio  nello spazio.
musica che riporti a casa, anche se solo con il pensiero, e musica che ricordi che lassu’ si sta costruendo il futuro.
 
mica facile l’impresa….
 
nel mio ipod ho varie playlist, ne faccio per andare al lavoro, per un viaggio, per correre, per ricordare….ma a una playlist spaziale non avevo mai pensato.
sono invitati a farla i ragazzi sotto ai 18 anni (avendone 36 potrei provare a farne…due), quindi non posso dare il mio contributo pubblico…..
ma voglio provarelo stesso a immaginare che cosa metterei nel mio ipod se dovessi andare nello spazio.
 
per la partenza potrebbe andar bene come fly with me, nella versione di frank sinatra.
 
potremmo proseguire poi con lucy in the sky with diamonds, un bel pezzo psichedelico dei beatles…beh, per andare nello spazio, per superare lo smarrimento fisico ed emotivo dei primi attimi, un pizzico di follia psichedelica credo che non guasti…e, non potendo ricorrere ad altro, possiamo provare a servirci della musica.
 
una volta lassu’, passata la paura del lancio, passati i malesseri del cambio di pressione, sistemate le cose da fare, manderei waiting on the world to change, di john mayer (è il cantante che ascoltate con belief quando aprite questo blog…).
mi sembrerebbe adatta per fermarsi un momento a osservare il mondo da lassu’, vederlo da lontano (deve essere bellissimo) e sperare che prima o poi anche da vicino possa essere così bello, così perfetto, così pulito e in pace come deve sembrare dall’alto.
 
…ma basta sognare!
siamo quassu’ per lavorare, non in vacanza! e sulle note di move on up, di sarah jane morris gli astronauti potrebbero andare ognuno al proprio posto di combattimento e prepararsi per la giornata di lavoro nello spazio
 
mentre, sulle note jazz di my favourite thing, di john coltrane, ognuno si potrebbe concentrare sulle proprie attività.
 
chissà come funziona l’appetito nello spazio….aumenta? diminuisce? anche se non immagino una tavolata davanti a un piatto di pasta fumante, penso che i pasti siano comunque dei momenti conviviali…e allora this is what you are, di mario biondi potrebbe mettere tutti di buon umore, anche di fronte a un piatto di…verdure liofilizzate…in fondo, dice qualcuno, noi siamo….quello che mangiamo…
  
per il momento di andare a dormire you can close your eyes, una bellissima ninna nanna di james taylor
 
e prima di addormentarsi si ripensa ai propri cari sulla terra…come sarebbe bello se anche loro potessero essere lassu’ e vedere il mondo grande come una palla da tennis colorata…wish you were here, dei pink floyd…perchè no…
 
è ora di andare a casa… 
 
è ora di guardare giu’ e guardare a quel pianeta colorato con mostalgia e desiderare di cominciare il viaggio verso casa, mentre norah jones cante the long way home, che ha anche quel tanto di sentimentale che basta a ricordare che laggiu’ qualcuno ci aspetta…
 
eh già, perchè ci sono posti bellissimi da vedere, cose interessantissime da fare là fuori, ma, come capiva la dorothy del mago di oz alla fine, nessun posto è come la propria casa.
e per nostri astronauti potrebbero cominciare la discesa sulle note di home di michael bublè.
 
(certo, una playlist spaziale la concluderei volentieri con "also sprach zarathustra", se non temessi che quella musica facesse prendere al computer di bordo il sopravvento sugli astronauti…)
  
beh, una playlist per lo spazio è proprio difficile.
difficile accompagnare un viaggio mai fatto con la musica giusta…sopratutto difficile è immaginare un viaggio…inimmaginabile (non riesco a figurarmi che cosa si veda dal finestrino, come si stia seduti o sdraiati, se si debba tenere quella tutona sempre o qualche volta si posa togliere, non riesco a pensare come debba essere stare in assenza di gravità…)
ma è un gioco dopotutto…..
un modo per immaginare quel mondo al di sopra delle nuvole, un mondo popolato di speranze e di paure, un mondo così grande da non poter sperare mai di conoscere bene… 
un mondo così irreale e lontano, da poter immaginare di rendere reale e vicino con i nostri sogni
 
 
 
bonus track: ma il cielo è sempre piu’ blu, da ascoltare una volta a terra, guardando con il naso per aria quel cielo così grande, così immenso, così lontano.