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la gatta sul bus senza tetto

 
venerdì mi ero presa un giorno di ferie, perchè la mattina avevo da fare alcune cose….speravo nel pomeriggio libero, invece mi sono ritrovata alle cinque del pomeriggio, dopo aver corso su e giu’ per roma, fatto la spesa, svuotato mezzo armadio, messo a posto non ricordo piu’ nemmeno che cosa, fatto un paio di lavatrici, carica si buste per la lavanderia!
bella giornata di ferie, mi sono detta, mi sarei stancata di meno andando in ufficio!
 
e allora ho deciso di fare un giro in centro….
 
quando stavo tornando a casa, mi accorgo che avevo parcheggiato il motorino…davanti a una delle fermate del 110 open!!!…che in quel momento stava passando alle mie spalle….
un attimo di indecisione…che faccio…vado, non vado, un’occhiata all’orologio…
 
vado!
 
e mi metto alla fermata ad aspettarlo…
 
arriva, puntuale (una corsa ogni dieci minuti e – incredibile – è vero!!!)…mi affaccio per salire e un’arcigna signorina mi dice che no, non può farmi il biglietto…è l’ultima corsa e il biglietto si fa solo a termini…io faccio uno sguardo così triste che l’autista sembra quasi sul punto di cedere…ma l’arcigna signorina è irremovibile "no! deve andare a termini!" [io ero a piazza venezia….era poco pratico e soprattutto inutile rincorrere l’autobus a termini, dove avrebbe comunque terminato il giro…]
fssssssst…la porta si chiude, io prendo il motorino e, mesta mesta, cone le orecchie all’ingiu’, me ne torno a casa…
 
ma faccio un proposito: domattina mi faccio il giro!
ed eccomi lì, alle dieci, a piazza venezia….
certo, c’è piu’ gente rispetto alla sera prima, così tatna che faccio in tempo a raggiungere un autobus, parcheggiare e legare il motorino, arrivare alla fermata, accodarmi a una comitiva di tedeschi e salire con loro…
 
mi piazzo tutta felice al piano superiore, posto finestrino….e si parte.
con me ci sono la comitiva di tedeschi (ai quali non posso fare a meno di raccomandare una pizzeria che scorgono dall’altro, cercano sulla guida, valutano…io, che in certe occasioni non riesco a tenere la bocca chiusa, mi permetto di raccomandargliela…insieme ad un altro paio di ristoranti che incrociamo sulla via), uno svariato e variabile numero di americani, che parlano fra di loro di quello che dorvanno fare tornando a casa, una badante cubana e la sua sostituta (sempre cubana) con il figlio, insieme alla signora della quale entrambe si sono prese cura e che chiamano affettusosamente mamita, pochi ragazzi (quelli salgono soprattutto dalle 11 in poi, si vede che escono piu’ tardi)
 
curiosamente sono forse l’unica con la macchina fotografica, l’unica che fa fotografie in continuazione ("vuoi la macchina fotografica?", chiede la signora americana al marito…"no, no…" fa lui)…ma forse hanno ragione loro, si godono il panorama.
io, che il panorama lo conosco, che so che cosa aspettarmi, mi diverto a guardare da un’altra prospettiva, a vedere i semafori da vicino, i palazzi a partire dal piano rialzato, a farmi portare in giro, a salutare i turisti e i romani "piacioni" (che mi scambiano evidentemente per una turista, avendo io al collo i badge del turista…..la macchina fotografica! )
 
ovviamente mi metto a chiaccherare con chi mi capita vicino…si stupiscono, ma nemmeno troppo, quando dico che io a roma ci vivo da anni, ma che mi andava di vederla con gli occhi del turista…provo anche ad ascoltare la spiegazione con le cuffiette in dotazione, solo che dovrei stare ferma, seduta, e soprattutto, laudio non è un gran che, tranne il canale in giapponese (credo), che però non è molto illuminante per me….
 
il giro dura circa un’ora e mezza e tocca i punti principali del centro di roma (pagando un po’ di piu’ si può salire e scendere…è comodo se si ha poco tempo a disposizione e si vogliono vedere le cose principali). i turisti si guardano intorno, dopo un po’ salta fuori qualche macchina fotografica….click! click! a san pietro, al palazzaccio (piace…), a via del corso…sguardi interrogativi alla fermata di piazza augusto imperatore ("che ci siamo fermati a fare qui???")
 
io scatto foto come una giapponese dall’inizio alla fine del viaggio, guadagnandomi una spiacevole sensazione di nausea (io soffro la macchina, avrei dovuto stare ferma e guardare avanti e non agitarmi in continuazione e voltarmi in tutte le direzioni in piedi)…scatto proprio le foto che volevo, le brutte foto da turista…l’autobus si muove e sobbalza, non posso pretender che si fermi per me per farmi fare quello che voglio…devo ancora rivederle per bene, sono oltre un centinaio, come ogni buona turista che si rispetti…
 
alla fine completo il giro, mi fermo a chiaccherare con l’autista e la signorina dei biglietti (decisamente piu’ carina dell’arcigna del giorno prima) che mi chiedono se ho fatto molte fotografie…..
quando sono scesa avevo voglia di fare la turista ancora per un po’….così mi sono messa l’ipod alle orecchie, per estraniarmi dai rumori conosciuti di questa città, e mi sono fatta una passeggiata per il centro di roma, cercando ancora di vederlo con gli occhi della turista, quasi tentata dal comprare le verdure al mercato di campo dei fiori e dal fermarmi a mangiare pizza e cappuccino (quasi…..).
 
mi sono ri-romanizzata con un caffè latte freddo, una rapida occhiata alla feltrinelli, una circumnavigazione del pantheon affollato di turisti…
ho ripreso il motorino e mi sono avviata verso casa…
 
lo che non è una vespa, ma girare per roma su due ruote fa sentire comunque un po’ sempre audrey hepburn in "vacanze romane", soprattutto quando si passa davanti all bocca della verità, anche se la città non è deserta e se non c’è gregory peck alla guida….
in certi posti, con una certa luce, basta poco per sentirsi in un mondo…fuori dal mondo