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buona pasqua

istintivamente avrei detto il contrario, istitntivamente avrei detto che il natale ha per me piu’ ricordi, tradizioni rispetto alla pasqua…
poi mi sono trovata a commentare un post dell’amica gatta paola, invadendole mezzo spazio riservato ai commenti…e mi sono accorta che si tradizioni di pasqua ne ho, eccome!!!
anzi, paradossalmente forse ne ho piu’ per la pasqua che non per il natale…
sarà che la mia famiglia viene da parti diverse d’italia, che ha viaggiato parecchio in su’ e in giu’, ma a natale non c’era mai qualcosa di "tipico" da mangiare…
una volta me lo cheise un’amica "che cosa mangiate di solito a natale?" non sapevo che rispondere…
c’erano alcune cose, come apparecchiare in salotto anzichè in cucina, la messa di mezzanotte, i pastori del presepe con i quali giocavamo, i ragali che comparivano "magicamente" la mattina del 25, ma niente di piu’…
 
invece ho tantissimi ricordi di pasqua.
 
da piccola, chiaramente, preferivo il natale…per via dei regali, è chiaro…
ma anche la pasqua mi paiceva molto.
innanzitutto a pasqua ricordo sempre il sole (da piccola pensavo che Dio lo mandasse apposta per festeggiare la risurrezione del figlio…"come può far piovere in un giorno così importante!!" pensavo…qualche pasqua avrà anche piovuto, ma tendo a non ricordarla…).
pasqua era l’inizio della bella stagione, già questo mi ha sempre messa di buon umore.
 
mia madre collezionava uova e per pasqua le metteva in un bel vassoio, magari ornato con rami di pesco o fiori colorati, e ci comprava dei pupazzetti a forma di pulcino…ho sempre amato i pupazzetti piccoli a forma di animale e aspettavo che quei pulcini sbucassero nelle verìtrine delle cartolerie (si vendevano lì….ora non esistono quasi piu’ le cartolerie, i paradisi delle penne colorate, delle gomme profumate, dei quaderni con le copertine allegre e i fogli di carte diverse…e degli oggettini inutili che a me piacevano tanto)…stavo con il naso schiacciato davanti alle vetrine a guardarli e, al momento di poterne comprare uno, impiegavo tantissimo tempo per scegliere quello che mi piaceva di piu’…già, perchè non erano tutti uguali…piccole differenze li rendevano piu’ o meno paffuti, gli conferivano un’espressione diversa…
stavo lì a guardarmeli e a scegliere quello che mi ispirava piu’ tenerezza e che volevo portare a casa…
 
la pasqua aveva anche piu’ riti religiosi del natale (che aveva solo la messa di mezzanotte, che mi piaceva moltissimo perchè potevo restare alzata fino a così tardi!!!)…certo, da piccola erano un po’ pesanti, ma ugualemnte mi piaceva molto la messa della domenica delle palme, quella con quella lettura lunghissima del vangelo a piu’ voci, con il racconto della passione…per alcuni anni da piccola andavo a leggere in chiesa e mi toccava la parte del narratore, quella piu’ lunga…(accidenti, ero meno emotiva di adesso….ora diventerei di  mille colori….) e mi piaceva tornare a casa con il rametto di ulivo nuovo, che sceglievo accuratamente fra quelli piu’ spelacchiati, quelli che non avrebbe mai voluto nessuno (in realtà non ho mai capito che cosa ci faccia le gente che si porta a casa dei rami enormi….)
 
la settimana santa si mangiava un po’ meno, mia madre cercava di non fare carne, noi facevamo piccoli fioretti e rinunciavamo ai dolci, alla cioccolata (tanto il giorno di pasqua ce ne sarebbe stata in abbondanza…..)
 
il pranzo aveva uno schema fisso…
primo "importante" (pasta al forno era il primo piu’ gettonato), arrosto di secondo (a volte agnello, ma anche altro) e – immancabili – erbe amare (cicoria ripassata o bieta, ma anche carciofi) e pane azzimo (da piccoli con mio fratello "giocavamo" all’ultima cena, dividendo in 12 parti uguali le verdure e il pane e sistemandole sul bordo dei piatti esagonali che avevamo allora).
per molti anni mia madre aveva lavorato insieme agli americani e ci raccontava dei bambini americani (che nella mia mente vivevano – e vivono – in casette come quella di paperino), dai quali arrivava un coniglio che nascondeva le uova nel giardino…nostra nonna aveva un grande giardino e noi avremmo tanto voluto che un coniglio ci nascondesse qualcosa….ma la nonna era un po’ troppo "tedesca" per permetterci di scorrazzare nel giardino la mattina di pasqua a cercare uova sotto alle piante…con tutte le cose che c’erano da fare….
ma ho sempre pensato che se mai avessi dei bambini mi piacerebbe fargli fare questa caccia al tesoro….
 
le uova di cioccolato le abbiamo ricevute fino ai 10-12 anni…poi mia madre decise che il prezzo del cioccolato era troppo alto rispetto al peso e ne inventò un’altra delle sue: un uovo "riutilizzabile", di cartoncino con dei conigli disegnati sopra…ogni anno metteva un regalino scelto da lei nell’uovo…e il cioccolato era a parte, in forma di piccoli ovetti o tavolette…
credo di avere ancora quell’uovo a casa di mia nonna…e ogni anno era chiuso in un modo diverso….
non mancava mai la pecorella di marzapane, anche quella scelta (come i pulcini) in base all’espressione…solo che poi mi dispiaceva mangiarla…e finivo per farlo solo quando iniziava a seccarsi e diventare dura…
 
a ripensarci ho tantissimi bei ricordi della pasqua, del giardino di mia nonna tutto forito, delle violette fuori dalla cucina, dei cespugli gialli tutti fioriti, del pranzo in salotto ("in salone" come diceva mia nonna) con il sole fuori e gli uccellini che cinguettavano fuori….
 
si, la pasqua è una bella festa dopo tutto…la festa della rinascita, della vita che ricomincia….
 
buona pasqua a tutti!