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ma, parliamo un po' di te…che cosa pensi di me?

 
avete mai fatto caso al modo in cui descriviamo una persona?
"chi è?"
"è direttore di….è la moglie/il marito di…"
 
qual è la prima cosa che diciamo per caratterizzare una persona?
la maggior parte di noi comincia dal lavoro….
 
e che cosa risponderemmo se qualcuno ci chiedesse "parlami di te"?
in un contesto lavorativo cominceremmo con "mi occupo di….", qualificando noi stessi con quello che facciamo…
ma fuori?
a parte le definizioni piu’ o meno sensate tipo "sono un sognatore/sognatrice…sono un’anima ribelle…sono matto/a", insomma, tutte quelle definizioni che dovrebbero dare la misura del nostro essere qualcosa e che in realtà non vogliono di re nulla, che cosa diremmo se dovessimo raccontarci, descriverci.
attenzione, perchè le parole, freud e nanni moretti insegnano, sono importanti…
la prima parola che usiamo per descrivere qualcosa è quella che denota ciò che noi riteniamo piu’ caratterizzante.
quindi chi parla dei suoi amici descrivendo il lavoro che fanno, dà al lavoro l’importanza primaria e così via…
 
mentre scrivo mi domando come mi descriverei io…e la sto tirando per le lunghe, divagando su questioni generali, proprio per non rispondere…
già, perchè è così difficile descriversi con una certa obiettività, senza cercare di "far colpo" o di indurre negli altri l’idea che noi abbiamo di noi stessi.
una cosa infatti è ciò che siamo, altra cosa è ciò che vorremmo essere….
poi c’è quello che gli altri pensano di noi e quello che noi vorremmo pensassero gli altri…
e non sempre, anzi, direi quasi mai, le cose coincidono…
e quando ci raccontiamo in realtà spesso tendiamo a raccontare l’immagine di noi che vorremmo riflettere nello specchio degli altri piuttosto che quella che vediamo nel nostro specchio.
 
se io dovessi descrivermi in maniera sintetica direi che sono…un mosaico.
si, un mosaico.
 
mi sento un mosaico, un insieme di tasselli diversi, di grandezza piu’ o meno uguale, ma di colori diversi, un insieme di piccole cose differenti, che formano una figura diversa, piu’ o meno definita a seconda della distanza dalla quale si guardi.
si possono guardare i tasselli, vedere uno per uno di che materiale sono fatti, se sono squadrati o curvi, se sono regolari o irregolari, si possono vedere vicino agli altri, confrontare i colori…e poi si possono guardare nella loro totalità, per vedere il disegno che vanno a comporre…
anche il mio modo di vivere lo descriverei come un mosaico…anche qui tasselli da mettere uno vicino all’altro, uno dopo l’altro per formare il solito disegno….appuntamenti da incastrare uno vicino all’altro, piccole cose da fare che una volta fatte non si notano, ma che se mancano rovinano l’insieme… 
 
si, io credo di essere proprio un mosaico…
 
e voi? che cosa siete?