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video killed the radio star…?

questa mattina pioveva molto forte a roma, aleno nel mio quartiere, quindi ho deciso di aspettare che smettesse almeno un po’ prima di uscire in motorino…
così, mentre approfittavo del tempo che la pioggia mi stava regalando a casa per mettere a posto le bollette e gli estratto conto della banca e per farmi un secondo caffè, sono riuscita ad ascoltare un po’ di piu’ la radio, con un po’ piu’ di calma.
sono riuscita ad ascoltarla tranquillamente senza usarla come metronomo..tic tac…giornale radio=sveglia…tic tac…fine giornale radio=lavarsi…tic tac…ruggito del coniglio=rifare il letto…tic tac…canzone=vestirsi….tic tac…secondo giornale radio=uscire…tic tac…
quella radio ascoltata fuori orario mi dava la sensazione della vacanza….come quando andavo a scuola e, se ero ammalata o in vacanza, mi capitava di sentirla dopo le otto e mezza….
 
ho sempre ascoltato tanta radio, anzi fra i miei primi ricordi c’è mia madre in cucina a rigovernare e io che gioco con mio fratello, mentre la radio suona, canta, parla in sottofondo.
la ascoltavo la mattina mentre mi preparavo per andare a scuola, la trovavo accesa quando tornavo a pranzo.
mi ricordo "la pulce d’acqua" di angelo braduardi, che nel 1977 rubava l’ombra a qualche mal capitato.
la sentii per caso anni dopo e immediatamente mi ritrovai nella casa di torino, quella a mirafiori, nella stanza della televisione (a casa dei miei genitori il televisore non si trovava nè in cucina nè in salotto, ma, se possibile, in una stanza a parte), con la luce, gli odori e i suoni di quella casa. mio fratello ed io che giocavamo con i lego e aspettavamo che iniziasse Heidi….
 
il pomeriggio durante la settimana ascoltavo radiotre, i programmi sui libri, le mostre, le letture integrali dei romanzi….
il sabato pomeriggio c’era il teatro alla radio, che adoravo. conobbi andrea camilleri da una di queste trasmissioni…avevano sceneggiato "il birraio di preston", bellissimo e divertentissimo, che ascoltai avidamente e corsi a comprare il giorno dopo, scoprendo un autore che allora non era ancora conosciuto per il commissario montalbano.
 
la sera, recentemente, ascoltavo nick the nightfly a montecarlo nights. ricordo quando io e l’allora fidanzato ci sentivamo vicini ascoltando la stessa musica, pur vivendo in due città diverse…e ci sentivamo per telefono per commentare le canzoni…
ora ho meno tempo per la radio, solo la mattina. in ufficio non sono sola e non posso tenerla accesa tutto il giorno.
la sera ho perso l’abitudine alla radio, che pure mi evoca un senso di casa, di famiglia, di tranquillità…
 
il mondo della radio per me è un mondo magico. è il mondo dellì’immaginazione.
davanti alla televisione mi addormento facilmente (se non riesco a dormire accendo la tv, trovo qualcosa da vedere – il bello è che deve essere qualcosa che mi interssa, NON una cosa a caso… – e, tempo pochi minuti, ronf!), mentre la radio mi tiene sveglia, mi attrae, mi incuriosisce.
ascoltando la radio mi vengono idee, mi ritrovo a fantasticare, mentre la televisione in genere mi ipnotizza…oppure mi fa arrabbiare….
 
una recente ricerca dice che la radio è il mezzo di comunicazione piu’ diffuso al mondo…piu’ della televisione, piu’ di internet…
perchè però ho sempre l’impressione che sia una sorta di strumento di serie B, relegato ai giovanissimi o agli anzianissimi, mentre per le fasce di mezzo è solo qualcosa che serve a passare il tempo in macchina?
 
su di me la radio continua a esercitare una forte attrattiva, anche se, mi rendo conto, quella che piace a me è una radio ben poco commercializzabile e un po’ antica….eppure mi ritrovo a lasciarmi affascinare da una voce, a fantasticare su una canzone, a fermarmi per ascoltare una storia, mi ritrovo indietro nel tempo riascoltando una vecchia canzone, o proiettata nel futuro innamorandomi di un pezzo nuovo al primo ascolto….
 
video killed the radio star, diceva una canzone del 1979….
ecco, appunto, mi ricordo che avevo otto anni……