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passaggio in india – parte VII – jodhpur, le omelette e la lonely planet

penultima tappa jodhpur, la città blu…
dopo il rosa di jaipur, il giallo di jaisalmer, il blu delle case di jodhpur, viste dall’alto del suo immancabile forte.
a jodhpur abbiamo fatto una passeggiata per il centro, per curiosare un po’ per conto nostro, per sgranchirci le gambe dopo ore e ore di macchina, per perderci nel suo mercato e nel suo centro.
 
il pranzo era passato un po’ in cavalleria, avevamo quasi deciso di rinunciare e cenare presto, dopo aver sbagliato a ordinare pane e….yogurth.
però, lungo la strada, tra il mercato delle spezie, quello dei tessuti, veniamo attirati dal profumo di cose da mangiare……
un tipo di un baracchino ci dà il suo biglietto da visita…diciamo che non vogliamo mangiare (senza troppa convinzione), ma lui ci dice di tenere il suo biglietto lo stesso…magari un altro giorno (è una specie di formula magica…un mantra "later later later"….dà speranza a chi vuole per forza venderti qualcosa…a te dà un po’ di libertà…"later later later"…"dopo dopo dopo").
certo il profumo è invitante….ma  tutte le guide dicono di nonmangiarelecosecucinateperstradaberesoloacquainbottiglia
ci guardiamo cercando negli occhi dell’altro un minimo cedimento della volontà…
 
e allora, dai, siamo alla fine della vacanza…bando alle ipocrisie, ci va di mangiare questa cosa che ha questo buon profumo…se dovessimo star male, beh, fra tre giorni si torna a casa, alle brutte ci roviniamo solo gli utlimi giorni e non tutto il viaggio…
così, mentre ci sediamo, il proprietario ci dice un’altra parola magica "lonely planet".
 
alziamo lo sguardo e leggiamo il nome "omelette shop", citato dala lonely planet (è il primo della lista per la cronaca)….il che ci fa sentire un po’ piu’ rassicurati.,
già, perchè ormai si viaggia tutti con la lonely planet in mano, e l’essere citati è una specie di marchio di qualità e affidabilità (anche se a volte mi sono trovata a dissentire con l’autore….ricordo un ristorante di bangkok, citato come uno dei migliori, dal quale usciva un topo, mentre i camerieri lavavano i paitti in un vicolo in una tinozza di acqua lurida…ricordo alberghi "bellissimi" o "deliziosi" di una tristezza devastante…o ancora posti ritenuti di nessun conto che ancora ho nel cuore e negli occhi….ma i tempi cambiano e de gustibus non disputandum est…)
 
il posto in questione comunque merita ampiamente la sua fama…ci si va per mangiare omelette, una frittata speziata fatta conuova bianchissime, chiusa in due fette di pane bianco a sua volta fritto..
d’accordo, non è affatto leggera, ma è buonissima!!!
il proprietario ci chiede da dove veniamo e, sentito che siamo italiani, ci fa vedere il suo guest book, ci indica tutti gli italiani, ci chiede di tradurre alcuni commenti, di confermargli se altri sono italiani (e nel caso lo siano, lo annota sotto)….
chiaramente ci chiede di scrivere un commento e di mandargli una fotografia….ci mostra quindi anche il suo personalissimo album di fotografie con turisti da tutto il mondo…."ma non per email!!!" tiene a precisare "per posta!!!"
 
ci tiene tantissimo alla sua collezione di commenti e di fotografie, come dirgli di no?
e poi l’omelette è talmente buona….che non solo non ci fa affatto male (nè lei nè il masala tea che ci serve…proveniente da….meglio non sapere…), ma merita di essere la conclusione degnissima della nostra permanenza a jodhpur…
il giorno dopo infatti torniamo, questa volta per pranzo, altra omelette, rassicuriamo i turisti scettici che ci guardano tentai di sedersi, ma poco allettati dall’ambiente circostante, ci mangiamo la nostra seconda omelette e ci lasciamo alle spalle anche questa città….
 
dell’omelette continuiamo ad avere meravigliosi ricordi…..
 
 
puntate precedenti 
parte II – on the road
parte III – natale in india
intermezzo n. 1- la "vera" india
parte IV – jaipur
parte V – tigri, gufi, leopardi, topi e altri animali
parte VI – capodanno nel deserto del thar