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passaggio in india – parte III – natale in india

una delle (tante) cose che piu’ mi incuriosiva in questo viaggio, era proprio l’idea di trascorrere il natale in un posto così poco natalizio, non solo per il clima, ma anche e sopratutto perchè il natale non è una festa indiana.
l’india ha proprie radici culturali, religiose e morali fortissime, assolutamente aperte all’esterno, ma decisamente impermeabili.
 
così natale arriva anche in india, sull’onda dei film e della generale occidentalizzazione del mondo, ma arriva in salsa chutney e curry..
arriva babbo natale, vestito rosso e bordato di pelliccia, cappello bel calcato in testa e slitta con le renne e arriva persino gesu’ bambino, in braccio a una madonna in saree, circondato non da pastori, ma da un paio di renne della suddetta slitta e due animaletti di peluche, un coniglietto e una volpina (in fondo è un bimbo piccolo, gli animaletti gli piaceranno).
 
il natale non è una festa indiana, eppure tutti i telegiornali dedicano ampie pagine ai festeggiamenti, collegamenti da tutte le maggiori città indiane, interviste a mamme e bambini, a giovani e anziani.
da dehli a calcutta, da mumbay a varanasi "come festeggiate il natale?" chiede l’inviata, che poi si ricorda che la festa avrebbe anche una valenza religiosa, che quello non è un paese cristiano e allora aggiunge "che cosa rappresenta il natale per voi?"
ecco, drizzo le antenne…che cosa rappresenta il natale quaggiu’? perchè la festa di una minoranza religiosa del paese ha tutto questo spazio persino nei notiziari delle otto? potenza della globalizzazione….
per i bambini, beh, manco a dirlo, sono i regali, le feste, i dolci (in india le pasticcerie fanno delle torte speciali per natale, tipo grande torta di compleanno).
come in tutto il mondo per i bambini è babbo natale ("il rappresentante di gesu’ bambino") che porta i regali (beh…in fondo anche io da piccola avevo conciliato le due figure….babbo natale era il braccio di gesu’ bambino, il quale, proprio in quanto bambino, non poteva avere la forza per trasportare al freddo, di notte, tutti quei regali...)
e per i grandi?
 
"voi non siete cristiani" chiede l’intervistatrice a una coppia di mezza età davanti a una chiesa
"no" rispondono i due, che però aggiungono che andranno alla veglia e alla messa di mezzanotte (ci vanno tantissimi non cristiani sembra…) perchè la nascita di gesu’ ha un valore simbolico anche per loro, perchè gesu’ per loro è portatore di un messaggio di pace, di armonia, per il quale loro sentono di volerlo ringraziare, rendendo omaggio alla celabrazione della sua nascita
"happy birthday, jesus christ!" conclude il servizio la giornalista…
 
quindi è vero che il natale quaggiu’ è arrivato insieme ai soldati inglesi, insieme al colonialismo, è vero che ha continuato ad arrivare attraverso i film americani e le multinazionali, è vero che è arrivato per far comprare dolci e balocchi.
ma a quanto pare è riuscito a portare con se’ un po’ del suo vero significato, un po’ del suo spirito.
 
"gloria a dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà!"
qui la gloria a dio non manca, anche nelle piccole cose, la buona volontà neppure….
per la pace in terra…beh, magari aspettiamo fino alla prossima reincarnazione…
 
 
[segue]
 
 

puntate precedenti 
parte II – on the road