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passaggio in india – intermezzo – la "vera" india

in uno dei primi romanzi che lessi di argomento e ambientazione indiana, passaggio in india, la protagonista, dopo aver visto l’india british della società coloniale inglese, chiede insistemente di vedere "la vera india"
"voglio vedere la vera india!" ripete miss quested, che alla fine riuscirà a vedere "la vera india" che voleva…ma trovandosi da sola di fronte ad essa, perderà la percezione della realtà e ne sarà talmente spaventata da avere dei fatti un’immagine tutta distorta.
[per pura combinazione, hanno fatto il film in TV domenica sera]
 
quando si viaggia si vuole vedere la realtà del posto, la sua autenticità, al di là dei percorsi turistici, degli alberghi di standard occidentale, della cucina "continentale" o di quella locale adattata ai nostri palati.
quando si visita un posto si cerca per prima cose di scoprirne le diversità, le particolarità, le differenze con il nostro mondo.
 
ma non sempre quello che troviamo risponde alla "nostra" idea.
 
la sera del 24 dicembre, mentre l’italia preparava il cenone "di magro" (si fa per dire…) abbiamo partecipato alla "cena di natale" organizzata dal nostro albergo, una specie di cena di capodanno, con un gruppo che cantava dal vivo gli ultimi successi internazionali di MTV, un buffet indiano e internazionale, qualche lucina e qualche decorazione con babbo natale e topolino vestito a festa.
a cena c’erano turisti e famiglie di indiani, famiglie intere ben vestite, proprio come se andassero al veglione di capodanno.
un’occasione per andare a cena fuori.
 
qualche turista occidentale, con il quale immediatamente si fraternizza (similia cum similibus), si lamentava di questo natale indiano, deluso dal trovare anche laggiu’ babbo natale, anche laggiu’ una festa, deluso insomma di trovare una celebrazione di qualsivoglia genere.
quindi, addentando un naan e tirando giu’ un bel boccone di pollo al curry, parte il rimpianto per la globalizzazione e per il presunto "squallore" di quella celebrazione.
insomma, per molti turisti natale in india doveva passare sotto silenzio, doveva essere una serata come le altre, un giorno come gli altri. perchè quel natale non è autentico!
 
 
ma perchè? perchè quel natale non è autentico e il nostro dovrebbe esserlo?
perchè panettone e fritture fanno parte della nsotra cultura da "piu’ tempo"?
perchè il capitone lì non è tradizione di natale? (a dire la verità e per essere pignoli il capitone non lo è nemmeno a casa dei miei, dove la cena di natale e il pranzo erano diversi da quelli delle mie amiche, quindi alla fine ognuno ha il proprio natale…ma vabbè…sto divangando…)
"noi" sappiamo che cosa significhi il natale perchè apriamo i regali a mezzanotte del 24 (o la mattina del 25…ecco, nemmeno noi ci mettiamo d’accordo…), perchè mangiamo il panettone (o il pandoro…)?
oppure perchè???
 
perchè il natale indiano non è autentico? forse perchè "loro" non sono cristiani e noi si?
bene…e allora noi cristiani andiamo tutti a messa?
o non abbiamo tempo per dobbiamo mangiare, per poi lamentarci dopo, a pancia piena, che il natale (burp!) ha perso il suo vero spirito (burp!)…
 
la sera del 24 dicembre io l’ho trovata invece decisamente indiana…
come possiamo pretendere che un paese si cristallizzi, si chiuda a ogni stimolo esterno solo per dare a noi che andiamo a visitarlo un’immagine di affascinante esotismo?
come possiamo pretendere che resti impermeabile a ciò che accade nel mondo…eccezion fatta -naturalmente – quando dobbiamo creargli un bisogno per vendergli qualche cosa, oppure quando importi comodità delle quali noi vogliamo beneficiare lì (tipo tv satellitare, GSM, internet, che, se non mi sbaglio, non sono proprio parte dell’india dell’immaginario collettivo…)
perchè un paese non ha diritto di cambiare solo perchè i turisti lo vogliono magico e misterioso?
 
così ragionando noi italiani dovremmo rimanere agli anni ’50, con le donne vestite di nero, con il fazzoletto in testa, per le strade polverose e non asfaltate, dovremmo vivere in bianco e nero, scorazzando in vespa principesse straniere in cerca di romantiche avventure, mondando il riso vestite come silvana mangano.
invece mangiamo il tacchino a natale, portiamo jeans, beviamo coca cola e festeggiamo halloween, festa importata chiaramente dai film americani….
 
invece gli indiani non dovrebbero festeggiare il natale!
 
non possiamo pretendere che un paese sia autentico solo quando risponda all’idea che noi ne abbiamo.
l’india dovrebbe essere allora tutta maharajà, mendicanti e guru, magici santoni, odore di spezie e mucche per la strada.
solo così, scesi dall’aereo, senza alcuna fatica e senza ausilio di sostanze stupefacenti, troveremmo noi stessi in un battibaleno!
 
ecco, noi vogliamo che la vera india sia l’india che ci siamo figurati, non un paese in corsa verso il futuro, non un paese all’avanguardia nel software e con una ricerca tecnologica avanzatissima.
è un paese di solide e forti tradizioni morali, ma decisamente proiettato verso l’avvenire.
un paese a metà fra passato e futuro, come il suo fuso orario (5 ore e mezza avanti rispetto a greenwitch…non sarà un caso)….
 
insomma, il natale indiano è autentico tanto e quanto il nostro, perchè è così che in india si festeggia il natale.
perchè in india il natale è arrivato e si festeggia così.
 
se poi babbo natale al curry non risponde alla nostra idea di india, beh, il problema è solo nostro.
 
 
 
 
puntate precedenti 
parte II – on the road
parte III – natale in india