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tramonto

l’altro giorno sono uscita prestissimo dall’ufficio, non erano nemmeno le cinque!
e fuori non era ancora buio!
avevo portato il motorino a fare il tagliando e dovevo ritirarlo entro le cinque e mezza, così sono scappata dall’ufficio presto, sentendomi anche curiosamente in colpa per quel mezzo pomeriggio "rubato"… (la ragione – sempre lei! – ti dice che non c’è nessuna colpa ad aver bisogno di uscire presto….ma la coscienza rimorde lo stesso…)
 
la mia fuga precoce mi ha regalato comunque un momento di inaspettato romanticismo…
che cosa c’è di romantico nell’andare a riprendere il motorino?
che cosa c’è di romantico in una corsa sul raccordo anulare nel traffico delle cinque, a bordo di uno scassatissimo scoooter di cortesia dagli ammortizzatori rigidi?
 
beh, moltissimo, se significa mezz’ora di viaggio con il sole che tramonta alla tua destra, il cielo azzurro che diventa rosso, il sole che diventa una palla infuocata e si tuffa dietro alla motorizzazione civile, che però, con il calare del buio, diventa solo una sagoma indefinita.
ho trovato bellissimo anche questo paesaggio urbano e, appunto, inaspettatamente romantico.
il caso ha voluto anche che la musica scelta per il tragitto fosse adattissima…un lounge indianeggiante…
 
avrei voluto avere la macchina fotografica, fermarmi e fotografare la sagoma di quel casale diroccato controluce, quel cielo di fuoco, quelle sagome nere di case, antenne, alberi.
non sempre si ha la macchina fotografica dietro…e allora tanto vale fermare il ricordo con le parole…o anche semplicemente con gli occhi…
 
mi tuffo di nuovo nel lavoro…buona settimana