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pasta al burro

normalmente la gente tende a lamentarsi della propria mensa aziendale.
a me la nostra non dispiace, ho decisamente mangiato di peggio…e poi alle brutte c’eè sempre pasta o riso in bianco o una fettina di carne fatta al momento…
sempre meglio che panino tutti i giorni…
e poi ci sono dei piatti che al cuoco vengono proprio bene, come le zuppe (ceci, fagili, legumi, minestroni) o il pollo arrosto…
 
oggi era una di quelle giornate, però, nelle quali non c’era nulla di mio gradimento e allora ho optato per la pasta in bianco, che normalmente condisco con olio e parmigiano.
oggi invece ci ho messo il burro.
e immediatamente, come la madeleine inzuppata nella tisana di tiglio della zia lèonie, mi sono tornati in mente, o meglio, al palato, sapori di quando ero piccola.
e la pasta al burro è uno di quelli, una delle prime cose che crescendo non si mangia piu’…fa ingrassare, troppo colesterolo…meglio un po’ di olio…ma la pasta al burro, beh, resta la pasta la burro, così come l’uovo al tegamino cotto nel burro anzichè nell’olio, o addirittura la carne cotta nel burro (tutte specialità di mia nonna paterna, che il burro lo metteva finanche nel caffèlatte e che per un periodo della sua vita è stata decisamente….sovrappeso…o, come diceva lei "un po’ robusta").
la pasta di oggi era anche leggermente scotta, come (ahimè!) la faceva mia madre…proprio un sapore della mia infanzia…
 
ma sono tanti i sapori della mia infanzia….come il pane e salame, fatto con quel pane del paese di mio padre, quei panini bianchi con la crosta liscia che si sbriciolava così facilmente, e riempito con i salamin d’la duia, salamini morbidi che si pescavano da un contenitore pieno di grasso (la duia, appunto)…pane, burro e salame, per restare in tema…
 
oppure l’orzoro a colazione (esiste ancora???), che mia madre preparava in fretta, lasciando qualche grumo sparso a navigare nella tazza…
e i biscotti di pastafrolla a forma di animale o pupazzo, la pizza di mia madre, che ci permetteva di farcirne una fetta con quello che volevamo (io rigorosamente senza acciughe, allora), il budino elah alla fragola, rosa confetto, con quello sciroppo rosa acceso, i grissini intitnti nel barattolo di maionese (altra cosa che oggi farebbe venire i peggiori sensi di colpa), le biove (un tipo di pane) di torino e i grissini di panetteria…
e il sapore degli agnolotti che mia madre e mia nonna preparavano per natale, l’odore della pasta fresca (e il sapore della pasta cruda, che anche adesso mi piace moltissimo…) e il rumore della macchina "imperia" per tirare la sfoglia….tru tru…tru tru…tru tru…noi bambini potevamo girare la manovella…solo dopo esserci lavati le mani…fino ai gomiti!
o la prima volta che mangiai l’anitra all’arancia a casa dei miei cugini che abitavano in un castello (ero piccola, figurarsi il binomio anatra all’arancia+cena nel castello!)
 
è vero che il senso del gusto e quello dell’odorato sono quelli con il maggior potere evocativo, piu’ della vista o dell’udito (il tatto poi difficilmente evoca qualcosa….)
…un’immagine, un oggetto, una musica possono evocare ricordi ed emozioni, certo, ma quello che possono fare un profumo o un sapore è ineguagliabile.
 
potere (non solo calorico, per fortuna!) della pasta al burro!