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the namesake

sto chiaccherando via mail con un’amica alle prese con le grandi scelte della vita, qualche sogno non proprio infranto, ma scheggiato male, qualche decisione da prendere o non prendere…insomma, alle prese con quei momenti di passaggio che, mentre li viviamo, vorremmo non fossero mai arrivati, ma che dopo ci lasciano piu’ forti e ci aiutano a crescere.
 
lei vive in una città che non è la sua, che le manca e non le manca, lontana dalla sua famiglia, con un amore lontani, ma forte.
vorrei consigliarle un film,  the namesake….
un film intenso, una storia semplice e complicata al tempo stesso. la storia, attraverso piu’ di vent’anni, della famiglia ganguri.
 
i genitori, ashoke e ashima, arrivano a new york da calcutta appena sposati, sono e restano indiani, legati alla loro terra.
i figli, gogol e leila, sono nati negli stati uniti, si sentono americani, vogliono vivere e vivono come gli americani.
 
gogol, il primogentio, che porta il nome di quello che crede essere solo lo scrittore preferito del padre, è quello che forse sente maggiormente il peso della differenza, proprio perchè in quel nome porta un carico di speranze.
 
ma non è così facile accorgersi di chi si è davvero quando si vuole diventare qualcosa di diverso e così gogol tenta di fuggire alle proprie origini, con una storia con una ricca ragazza wasp, gli studi lontano da casa, l’uso del suo secondo nome americanizzato in nick, piu’ facile da portare che non gogol.
così gogol sembra aver acquistato la propria identità per differenza.
io sono qualcosa, perchè non sono qualcos’altro.
 
ma la vita è piena di imprevisti e saranno proprio questi a far aprire gli occhi a gogol, a fargli capire che, inevitabilmente, ciò che siamo ci rincorre ovunque cerchiamo di scappare.
anzi, piu’ lontano si va, prima verrà fuori.
e allora gogol capirà la forza delle proprie origini, il valore delle tradizioni della sua famiglia. capirà l’importanza di essere ciò che si è.
capirà che non ci si può e non ci si deve cambiare, correndo il rischio di diventare una goffa caricatura di ciò che non siamo.
che fare qualcosa per assecondare qualcuno o non farlo per ribellione porta comunque al fallimento.
l’unica cosa che riesce è essere se stessi comunque, in qualunque occasione…
 
capirà il grande amore dei genitori, cresciuto insieme a loro, che si erano sposati senza conoscersi, su suggerimento delle famiglie, capirà che forzarsi in modelli diversi dai propri è garanzia di fallimento.
e capirà l’importanza del nome che porta.