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la forza del destino

navigando in diversi mari, mi sono imbattuta in un’interessante discussione sul destino.
esiste? non esiste? che ruolo ha nella nostra vita?
possiamo dire che la nostra vita sia guidata dal destino? e che cosa intendiamo esattamente con questa parola?
 
il mio primo approccio alle cose è sempre razionale e allora la mia risposta immediata è che, certamente, ci sono delle condizioni iniziali (il luogo in cui nasciamo, la famiglia dalla quale proveniamo), che ci capitano, che non dipendono da noi, che non possiamo cambiare.
ma tutto il resto dipende da noi…un po’ come la parabola dei talenti…ci viene dato un background, un fondale, ci vengono dati alcuni oggetti e sta a noi usarli, sta a noi collocarci in quel paesaggio, sta a noi seminare qualcosa o niente.
il destino è una scusa, un pretesto per giustificare ciò che ci accade, nel bene o nel male, quando non abbiamo avuto voglia di far nulla per favorirlo o impedirlo.
anche razionalemnte non riesco ad accettare di essere una specie di pupazzo che recita una parte, guidata e sospinta dai capricci del destino. non trovo logico che possa essere questo il senso della vita, essere marionette animate che seguono un cammino di predestinazione già fissato ed ineluttabile.
 
e questo è il mio lato razionale e logico.
 
ma proprio quando faccio questi ragionamenti logici, la mia logica va oltre…
e infatti qualcuno di voi mi potrebbe obiettare che pochi giorni fa io ho parlato di un gatto del destino…che ho detto testualmente che "la mia sensazione era che anam sabato avesse chiamato ME, avesse cercato ME…volesse stare con ME".
che ho insomma ricondotto un evento da me causato (l’ingresso del gattino in casa) a situazioni emozionali, a un fato che mi ha condotta a incontrare un batuffolo peloso e innamorarmene per sempre.
 
e mi pare allora di contraddirmi, negando e affermando l’esistenza del destino.
 
ma io preferisco pensare che si tratti del caso, piu’ che del destino, sempre perchè, con quel pizzico di presunzione che forse mi caratterizza, non riesco a vedermi nelle vesti di un pupazzo in balia degli eventi, nelle vesti scomode di un personaggio di una commedia, che dice paroel già scritte, compie azioni già decise.
io credo che la vita di qualsiasi genere nell’universo abbia un senso piu’ profondo che non recitare una parte, dal grande scienziato al piu’ piccolo degli esseri viventi.
ognuno di noi contribuisce, per ciò che è nelle sue capacità e potenzialità, a rendere questo mondo "questo" e non un altro. e nessuno può aver già deciso come andrà a finire la storia.
perchè se così fosse non varrebbe la pena di viverla. se è già deciso che cosa farò nel resto della mia vita, che senso ha affannarsi per vivere? per vedere come va a finire? se non posso riscirvere il finale, francamente non mi interessa.
 
e allora io preferisco pensare alle opportunità piu’ che al destino.
 
percorriamo una strada e lungo il cammino incontriamo persone che camminano come noi.
sta a noi decidere con chi fermarci a parlare, che cosa dire, quando e se andar via.
vediamo città e boschi in lontananza, possiamo ignorarli e passar oltre, decidere di avvicinarci, entrarci ed esplorarli.
 
è un po’ come innamorarsi.
pensiamo che sia il destino che ci ha fatto incontrare quella persona e che il destino abbia deciso che dobbiamo stare insieme.
una volta innamorati, non spetta a noi fare uno sforzo, impegnarci continuamente, per tener vivo quell’amore, quel rapporto?
come può essere il destino, capriccioso, a decidere chi deve stare con chi e quando?
certo, dar la colpa al destino fornisce una comoda scusa per ogni fallimento, che a quel punto non dipende piu’ da noi..
ma quante volte, di fronte a un insuccesso di qualsiais genere, ci siamo fermati a riflettere su "dove ho sbagliato? che cosa potevo fare o non dovevo fare per migliorare le cose"?
 
e allora, dopo una lotta tra ragione e sentimento, decido che vinco io. e che sta a me decidere come giocare le mie carte.
e che ogni insuccesso sarà colpa mia, ma ogni successo sarà merito mio…
il che, quando accade, dà una bella soddisfazione!
 
e voi? che ne pensate?