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figaro qua…figaro là…figaro su'…figaro giu'…

 
"Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono,
donne, ragazzi, vecchi, fanciulle:
Qua la parruca… Presto la barba…
Qua la sanguigna… Presto il biglietto…
Tutto mi chiedono, tutti mi vogliono,
tutti mi chiedono, tutti mi vogliono"

 
avete presente quelle giornate nelle quali vi sembra di vivere in una dimensione parallela?
quelle nelle quali, come in una sitcom, continuano a entrare persone nella vostra stanza, vi danno cose da fare e vi espongono problemi dai quali scaturiscono cose da fare, mentre loro se ne vanno soddisfatti?
quelle nelle quali andate alla macchinetta del caffè per respirare un momento e proprio allora passa il collega che "giusto voi cercava!".
quelle nelle quali anche in bagno, lavandovi i denti, il/la collega (per fortuna qui solo quelli del vostro stesso sesso può raggiungervi…per me che lavoro in un mondo di uomini è una gran cosa) vi trova le cose da fare mentre sputacchiate o – è successo – mentre di là dalla porta fate la pipì?
quelle nelle quali dite al collega "no, scusa, oggi proprio non ho tempo", ma dopo un minuto, chissà come, vi ritrovate a fare quello che non potevate fare?
 
in quelle giornate non vorreste potervi replicare tagliandovi a pezzi come lo spazzolone di topolino ne "l’apprendista stregone"?
 
non sembra però possibile fare dei cloni di se stessi, ne’ sembra possibile avere la propria fotocopia operativa, nemmeno negli uffici che hanno gli strumenti piu’ avanzati (disperata ci ho provato, sono usciti fogli nerastri assolutamente incapaci di fare alcunchè….)
 
per avere diversi noi stessi, in quelle giornate, l’unica salvezza è davvero soltanto la schizofrenia?
 
 
"ahimè che furia!
ahimè che folla
uno alla volta, per carità!
uno alla volta, uno alla volta,
uno alla volta, per carità!"