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un altro giro di giostra

ieri ho finito un libro, l’ultimo dell’estate…
"un altro giro di giostra", di tiziano terzani…
racconta del suo viaggio all’interno della malattia e di se stesso…o meglio, del viaggio all0interno di se stesso, dato che alla fine anche la malattia è parte di noi.
pur avendo vissuto moltissimi anni in oriente, alla parola "cancro" torna fuori l’occidentale che è in lui e corre a fare una rassicurante chemioterapia.
ma, passata forse la paura iniziale, vist gli effetti devastanti, peggiori del male stesso, della chemio, si interroga se non esista una via diversa, un altro modo per combattere il cancro.
e così parte per l’india, la cina, hong kong, alla ricerca non tanto di una cura quanto della maniera migliore per convivere con quel nuovo "lui" che ingloba anche i cancro.
 
e così fa un viaggio verso se stesso, per scoprire alla fine, fra ciarlatani e scienziati, fra mistici e commercianti di misticismo, che anche l’essere malato è un’opportunità…e che a quel punto ogni giorno vissuto diventa un altro giro di giostra.
 
diffciile non essere colpiti da questo libro, dalla sua ricerca a metà fra l’inchiesta giornalistica e la ricerca intima e personale.
difficile non chiuderlo proponendosi una vita di cose semplicic e di meditazione…
difficile poi farlo.
 
già, perchè a meno di lasciare tutto e andar a vivere di radici in cima all’himalaya, viviamo in questo mondo e una vita ascetica è una contraddizione in termini.
già, come trovare se stessi nel caos della città, davanti al pc che ci subissa di informazioni, la maggior aprte delle quali inutili? come assaporare il silenzio quando il nostro cellulare squilla ogni secondo e se non lo fa corriamo a verificar che ci sia campo?
 
mi vengono in mente quelli che accendono un incenso, ascoltano un cd e si sentono subito spirituali, mi viene in mente quello spiritualismo pret-à-porter che va tanto di moda.
mi viene in mente che a volte cerchiamo lontano ciò che abbiamo a portata di mano, come se il fatto di immaginare o rievocare luoghi e culture lontani e diversi dai nostri potesse essere una facile scusa per le nostre imperfezioni…
 
basterebbe qualche volta rinunciare al rumore, alla musica a tutto volume, al telefono, basterebbe un sorriso o una mano amica a un collega…basterebbero quei piccoli oggetti che alle elementari o al catechismo erano le buone azioni…quelle che per i bambini portano al paradiso e che per i grandi sono una perdita di tempo, oppure un gesto interessato…
 
in un passo del libro terzani torna in italia dopo mesi trscorsi in silenzio e solitudine, convinto di essere sulla strada giusta per la serenità…invece si ritrova nervoso, irascibile, intrattabile, tutt’altro che padrone di se’…e guarda con un misto di invidia e di ammirazione la moglie, che è rimasta a fare la sua vita di prima, ma ceh sembra così serena e appagata.
 
ecco, forse per salire su quella giostra e vincere un altro giro dovremmo tornare sotto casa…alrimenti rischiamo di girarci intorno alla giostra, convinti di esserci saliti….e di finire la nostra esistenza da semplici spettatori di esperienze altrui, senza averne mai vissuta una, sia pur piccola, ma interamente nostra…