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tintarella di luna

"spazio, ultima frontiera,
questi sono i viaggi dell’astronave enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all’esplorazione di strani mondi, alla scoperta di nuove forme di vita e di nuove civiltà, fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima"
 
ma che cosa succede quando si va davvero dove nessun altro uomo è giunto prima? e dove presumibilmente saranno in pochissimi ad arrivare?
 
uno scrittore ha seguito le orme lunari dei 12 uomini che hanno camminato sulla luna (otto ci hanno camminato, gli altri quattro restavano sul’astronave…ho sempre provato pena per questi personaggi – certo importantissimi – che però arrivavano fin quasi sul suolo lunare senza poterlo toccare mai….e quello è un posto dove non è che prima o poi ritorni…), scoprendo che nessuno di loro ha fatto una gran bella fine.
chi è diventato un guru new age, chi dipinge quadri con soggetti solo ed esclusivamente lunari, chi interviene a parlare – special guest – nei raduni dei fan di star trek (!)
 
eppure la nostra immagine dell’astronauta è tutta diversa…
che succede allora?
chi arriva in alto, dove nessun uomo è mai arrivato, finisce preda di una specie di sortilegio?
una sorta di mal della luna, equivalente interplanetario del mal d’africa?
il suo corpo torna, ma il suo spirito, la sua anima restano intrappolati per sempre nello spazio a vagare come l’astronauta di 2001 odissea nello spazio con in sottofondo così parlò zarathustra?
 
meglio rimanere con i piedi per terra e il naso in su’ a guardarla, la luna, nelle notti nelle quali splende?
 
a volte un bellissimo sogno, quando diventa realtà, ci si polverizza fra le dita…era meglio quello che immaginavamo di quello che abbiamo toccato con mano (o piede)…
 
non lo so, ma a me, che in qualche senso lavoro con lo spazio, questa storia della depressione post allunaggio mette addosso una gran tristezza.
già, perchè speravo che dallo spazio si tornasse con delle risposte, non con dei vuoti incolmabili…