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roma, nun fa' la stupida stasera…

avevo lasciato roma sonnecchiante, che faceva la siesta al frinire delle cicale, che si riparava dal caldo stesa su qualche prato o in un caffè con l’aria condizionata.
l’avevo lasciata con l’aria resa irrespirabile dal caldo, ma tuttavia popolata di turisti colorati e sorridenti che entravano e uscivano dai negozi per rinfrescarsi, si sedevano davanti ai monumenti o nelle chiese un po’ per guardarli bene, un po’ per riposarsi dalla fatica del turista e togliersi le scarpe di nascosto.
l’avevo lasciata nelle mani dei romani che erano rimasti in città ad agosto e che riscoprivano quanto era bella, quanto era facile muoversi da una parte all’altra…
 
l’avevo lasciata bella e abbronzata, con i capelli sciolti alla brezza del ponentino e la ritrovo….diversa.
 
la ritrovo grigia, sporca, assordata dai clacson e dalle urla di automobilisti inferociti che si ringhiano l’uno contro l’altro, con gente scure in viso che grugnisce mentre corre da qualche parte, sempre di fretta.
 
stamattina ero in centro per lavoro e volevo fare una sorpresa al marito, che lavora vicino alla fontana di trevi, e andare a prendere un caffè da lui.
per chi non lo sapesse, mi muovo per la città non con un enorme SUV, ma con un piccolo motorino….bene, mezz’ora di motorino per fare 8 km, altra mezz’ora per fare il giro di due isolati cercando un parcheggio per il motorino e capire che non l’avrei mai trovato.
mi sono arresa e me ne sono andata, prima di cominciare a innervosirmi anche io…
  
io mi considero una specie di apolide, avendo girato per tutta l’italia durante i 20 anni della mia vita. invidio chi ha la sua città, i suoi luoghi e i ridcordi dell’infanzia…le mie città sono tantissime, i luoghi della mia infanzia sono mille, i ricordi legati agli scatoloni del trasloco e all’odore di vernice fresca delle nuove case…
io sono una piemontese-lombarda-toscana che, per completare il giro dello stivale, ha sposato un pugliese.
pur vivendo a roma da tanti anni però, non posso dirmi romana (quando lo dico con il mio accento scatta immediatamente la domanda "ma non sei nata qui?") e allora dico che sono romanizzata.
 
amo però questa città come se fosse la mia da generazioni e mi arrabbio a vederla così, ad andare avanti senza curarsi di se stessa.
MaRomaE’TalmenteBeeeeeeella ti senti ripetere cinguettando…
nessuno lo mette in dubbio, il colosseo, la fontana di trevi, san pietro…monumenti unici al mondo….e poi le stradine, i vicoletti…la luce…
ma basta?
 
mi viene in mente una donna con dei bellissimi occhi, che però, fiera dei suoi occhi, trascura il resto…e allora eccola lì, con la figura appesantita, sporca, ma vestita, le unghie un po’ lunghe un po’ corte, rispondere male a chi la avvicina sorridendo, trattare male tutti, mancare agli apputnamenti senza avvertire…fiera dei suoi bellissimi occhi, che alla fine però perderanno quella luce speciale che tutti ci trovavano…
ecco, una città non è solo i suoi musei e monumenti, o la sua storia. una città è un corpo complesso, un organismo vivente, un insieme di monumenti, strade, negozi, persone, luci, strutture, cultura.
 
dov’è la mia roma, il mio colosseo? dove sono le ville dove andavo in bicicletta, le strade dove camminavo quando andavo all’università?
chi le ha invase? chi se le è prese?
barbari urlanti su macchine di grossa cilindrata, barbari appiedati che ti urtano con mala grazie e ti ucciderebbero…se avessero il tempo…
 
no, questa non è la mia città. è come se qualcuno si fosse preso tutto e avesse lasicato al suo posto vuoti simulacri…
 
facciamo qualcosa, per favore!
o altrimenti non basterà piu’ un bel tramonto per riconciliarci con roma….
riappropriamoci della nostra città, rispettiamola, insegnamole ad avere rispetto di se stessa e a farsi rispettare, ma non facendo la voce grossa, non urlando…
 
la città che io ricordo fino a pochissimi anni fa era bellissima e sono sicura che da qualche parte, là sotto, esiste ancora….